sabato 11 febbraio 2017

“Gli anni selvaggi” a volte ritornano – DD n° 364

recensione di Mattia Sangiuliano



Anche questo mese si aggiunge un altro tassello al nebuloso passato del nostro Indagatore dell'Incubo, dopo la fanciullezza è la volta dell'adolescenza, un tutt'altro che timido affacciarsi all'età adulta; sulla scorta della copertina disegnata da Gigi Cavenago troviamo in primo piano non più un interno domestico ma un esterno con un Dylan Dog – letteralmente – bello e dannato accompagnato dal suo tenero e disperato amore di quel periodo: Emily.

sabato 4 febbraio 2017

“Cose perdute” tra vecchi saluti e nuovi arrivi – DD n° 363

recensione di Mattia Sangiuliano


Benvenuto – ufficialmente – a Gigi Cavenago, a lui e alla sua prima prova come copertinista designato per la testata regolare di Dylan Dog, dopo il saluto del suo predecessore ormai qualche mese fa. Buona prova – la prima – di Gigi che consacra il suo approdo sulle copertine di Dylan Dog presentandoci la sua versione della sacra famiglia dell'Indagatore dell'Incubo, con tanto di un Dylan in trono accompagnato dal suo fidato assistente.

mercoledì 18 gennaio 2017

La Contessa e l'associazionismo a Falconara tra XIX e XX secolo.

di Mattia Sangiuliano

Il 14 gennaio, a Falconara Marittima, nell'ambito del ciclo di iniziative che vanno sotto il nome di Grand Tour Cultura, patrocinato dal MAB - Musei Archivi Biblioteche, i ragazzi del Servizio Civile Nazionale impiegati nell'Archivio Storico e nel Museo della Resistenza della città, hanno aperto i sotterranei di Palazzo Bianchi, accogliendo la cittadinanza all'interno di un suggestivo itinerario volto a gettare un ponte tra le due istituzioni. Questo è l'intervento che ho offerto alla cittadinanza.

La Contessa Baldini e il capitano Calcagno rivivono grazie alla collaborazione della "Accademia di danze ottocentesche"
PH: Federico Cerioni

sabato 24 dicembre 2016

Un grande ritorno "dopo un lungo silenzio" – DD n° 362

recensione di Mattia Sangiuliano


Oltre 20 anni. 20 anni di presenza costante e continuativa. Dopo 20 anni come fidato e immancabile copertinista per la serie regolare, Angelo Stano, sul solco delle iniziative celebranti il trentennale della testata dell'Indagatore dell'incubo, lascia ufficialmente il testimone a Gigi Cavenago, nuova e promettente leva che entrata nella scuderia dylaniata – dopo la prima riuscitissima prova dello scorso mese – si cimenterà con le copertine dell'Indagatore dell'Incubo dal prossimo albo.

lunedì 12 dicembre 2016

Mater dolorosa – DD n° 361

recensione di Mattia Sangiuliano


Fuochi d'artificio e lancio di mortaretti. Dylan Dog (testata) compie trentanni e il suo Dylan Dog (protagonista) non perde lo smalto che dal settembre 1986 lo ha caratterizzato sino ad oggi. Ne sono successe di cotte e di crude – editorialmente parlando – e altre ne succederanno ancora. Ci sono stati alti e bassi, alcuni bassi sono stati particolarmente sentiti da parte del pubblico, diciamocelo. La polemica e la critica, soprattutto nell'ultimo corso della vicenda (editoriale) del nostro eroe, non sono mancate. Ma il nostro Dylan si è sempre rialzato. Nulla può abbatterlo. Neppure la madre di tutte le malattie.

martedì 22 novembre 2016

Remington house – DD n°360

recensione di Mattia Sangiuliano


- Li ha più visti i demoni?
Irene rabbrividisce.
- Sì altre volte.

- Lui crede che sia uno solo 
o pensa che siano tanti?
- Nella bibbia c'è scritto: 
«Il mio nome è legione»[1]

sabato 19 novembre 2016

Un eroe “sul fondo” del baratro – DD n° 359

Recensione di Mattia Sangiuliano


Un passato oscuro e macchiato di sangue da cui è difficile liberarsi si muove sotto la superficie, grava come un macigno il peso di una colpa che non è la propria; questo il macabro gioco che il destino conduce ai nostri danni. “Se guardi troppo a lungo nell'abisso, l'abisso guaderà dentro di te” è la frase nietzscheana colta a pennello per la storia scritta da Matteo Casali. Dylan segue nel baratro di una memoria soggiogata e offesa, il suo nuovo cliente: Holden – come quel giovane protagonista del romanzo di Salinger, esatto. Peculiarità di questo cliente? Una forte ipertimesia, sindrome che gli permette di ricordare tutto, fino al più piccolo dettaglio della sua vita ma che, in maniera distorta, gli consente anche di sintonizzarsi con alcuni killer. E di vivere i loro omicidi.

domenica 30 ottobre 2016

“La fine è il mio inizio” – Dylan Dog speciale n°30

recensione di Mattia Sangiuliano


Buone nuove da “Il pianeta dei morti”. Dopo La casa delle memorieLa fine è il mio inizio: questo il titolo e – felice – postilla che ci rammenta la nuova direzione presa da questa testata annuale, scegliendo di seguire le vicende di un brizzolato e un po' disilluso Old Boy, in un futuribile salto avanti nel tempo; verosimile esito di una scelta fatta dal nostro Dylan, in un antefatto non privo di una dolente nota di rimpianto, che ha portato il mondo ben oltre l'orlo del baratro. E dell'incubo.

mercoledì 26 ottobre 2016

“Il prezzo della carne” sale ogni giorno – DD n°358

recensione di Mattia Sangiuliano

Nella società contemporanea, in termini consumistici, ogni cosa può divenire merce. Tutto può essere comprato, acquistato per soddisfare un proprio impellente bisogno, anche il più infimo. Ogni cosa può essere ottenuta, per saziare un proprio appetito. Anche il più basso. Il più contorto palato può essere accontentato; il più subdolo, truculento e sanguinoso istinto spento.

lunedì 24 ottobre 2016

Riuscito pastiche all'insegna del “Vietato ai minori” – DD n° 357

recensione di Mattia Sangiuliano


Una stella cadente – sprofonda negli abissi di un inferno insondabile. Poco prima di toccare rovinosamente il fondo invoca l'aiuto del nostro Indagatore. Storia a misura di cineasta, trascinerà il nostro Dylan in un vero incubo ad occhi aperti. Soprusi e violenze sono il pane quotidiano di sciacalli che si cibano di questo truculento marciume. Passaggi dell'azione finale capaci di evocare, in un pastiche ben riuscito, il tarantiniano “Bastardi senza gloria”.

lunedì 12 settembre 2016

“Megamultiplex” – ML n°9

recensione di Mattia Sangiuliano


Claudio Chiaverotti ci guida in un altro incubo ad occhi aperti (o quasi) del suo Morgan Lost. Si spengono le luci in sala, fate lo stesso con i vostri cellulari, non sono ammesse distrazioni quando sullo schermo verrà proiettata la vostra vita. O la vostra morte: l'impietoso esito della vostra esistenza, anticipazione amara di una fine violenta, quindi: occhi aperti e guardatevi le spalle! Non siete al sicuro neppure al Megamultiplex.

martedì 6 settembre 2016

“Per morte e per amore” – ML n°8

recensione di Mattia Sangiuliano





Una passione disturbata, o folle, spinge ad agire “per morte e per amore”. Altro tema centrale di questo albo sono le morti cruente e ingiuste, non diverse da quelle legalizzate e “di Stato”. Dalla penna di Claudio Chiaverotti un'indagine oltre il confine di giusto e sbagliato; un sottile filo rosso, capace di macchiare e unire vittima e carnefice, assottiglia ancora di più la distanza fra gli opposti, tra bianco e nero, sprofondandoli in una sottile zona grigia.

mercoledì 20 luglio 2016

“La macchina umana”, storia di ordinaria schiavitù – DD n° 356

recensione di Mattia Sangiuliano


La scala di grigi che tinge le storie – e i tratti – dell'indagatore dell'incubo, ben si presta a questa tipologia di racconto che ha per oggetto proprio il grigio squallore della vita umana burocraticamente vista come oggetto, ingranaggio sostituibile di un meccanismo impazzito, ma perfetto, proprio nel suo macabro e disumano funzionamento. L'essere dis-umanizzato non è che numero gettato in pasto al dio della produzione, che tutto serializza e ottimizza; uomo, dunque, come mero produttore e consumatore; queste le uniche due caratteristiche “sociali” a lui riconosciute.

venerdì 15 luglio 2016

“La follia oltre le stelle” – ML n°7

recensione di Mattia Sangiuliano a “Vulcano 7”


Dalle suggestioni dello scorso mese prende le mosse questo nuovo albo di Morgan Lost. Non più, però, matriosca di racconti e meta-narrazione fumettistica. L'abisso accennato lo scorso mese riempie lo spazio di terrore proposto in questa variante riuscendo a raggiungere vette di inaspettata angoscia con una felice dose di sovrannaturale, congiungendo fantascienza ed esoterismo. Una trama e temi – nonché immagini – che ricordano “2010, L'anno del contatto” il sequel di “2001 Odissea nello spazio”, regia di Kubrik.