-Hai preso tutto Samu?-Si, Mà
-Anche il violino?
-Ce l'ho in mano, e poi vado su per questo!
-Certo, certo; mi raccomando però: stai attento su. Poi ti chiamo appena arrivi. Il caricabatterie lo hai preso?
-Si Mà, è in valigia
La madre abbraccia Samuele e, nonostante le rassicurazioni del figlio gli tira su, fino al mento, la lampo del giubbotto. Come si gira, dopo qualche altra materna raccomandazione, il figlio sospira, sorridendo, e si abbassa di una spanna la zip della giacca. Alla fermata dell'autobus ci sono praticamente tutti: dai genitori di Samuele, ai ragazzi del pub Highlander: la gioventù bruciata, come dicono gli anziani del quartiere, quelli che giocano a briscola nei baretti della zona. I ragazzi parlano tutti tra loro e alcuni rumoreggiano spintonandosi e intonando qualche coretto da stadio diretti da Marco che, per farsi vedere meglio dai coristi improvvisati, è salito in piedi su una panchina.



