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mercoledì 1 maggio 2013

Nuovo inizio

di Mattia S.

-Hai preso tutto Samu?
-Si, Mà
-Anche il violino?
-Ce l'ho in mano, e poi vado su per questo!
-Certo, certo; mi raccomando però: stai attento su. Poi ti chiamo appena arrivi. Il caricabatterie lo hai preso?
-Si Mà, è in valigia
La madre abbraccia Samuele e, nonostante le rassicurazioni del figlio gli tira su, fino al mento, la lampo del giubbotto. Come si gira, dopo qualche altra materna raccomandazione, il figlio sospira, sorridendo, e si abbassa di una spanna la zip della giacca. Alla fermata dell'autobus ci sono praticamente tutti: dai genitori di Samuele, ai ragazzi del pub Highlander: la gioventù bruciata, come dicono gli anziani del quartiere, quelli che giocano a briscola nei baretti della zona. I ragazzi parlano tutti tra loro e alcuni rumoreggiano spintonandosi e intonando qualche coretto da stadio diretti da Marco che, per farsi vedere meglio dai coristi improvvisati, è salito in piedi su una panchina.

mercoledì 24 aprile 2013

Il duro lavoro dell'assessore

di Mattia S.

"Il malvivente 'Flipper' Romoviz a piede libero. Procedono le indagini degli inquirenti mentre lo scandalo getta nel caos il penitenziario di Montacuto, edificato a pochi chilometri dai sobborghi della cittadina portuale di Ancona. Indagini a tutto campo e più di un richiamo ai tutori della legge che non sono riusciti a impedire l'evasione del recidivo violento, stupratore e pluriomicida, conosciuto con il soprannome di 'Flipper'. Le indagini procedono a ritmo serrato; le unità cinofile hanno setacciato in lungo e in largo la zona del carcere alle pendici del monte. L'ipotesi di una fuga via mare o di una presunta caduta è stata subito esclusa dagli inquirenti che stanno seguendo la pista di un possibile complice che possa aver fornito l'aiuto e..."

mercoledì 17 aprile 2013

Un appuntamento

di Mattia S.

Uscendo di casa il sole quasi acceca Samuele che è costretto a portarsi la mano sugli occhi per schermarsi dalla luce. Nonostante l'autunno sia bello che incominciato, il bel tempo tiene; sembra quasi di essere in primavera, in una di quelle giornate di tardo aprile con i loro boccioli variopinti che anticipano le infiorescenze, preannunciando una torrida estate. Ma, come può notare Samuele, nonostante il caldo, gli alberi del quartiere stanno perdendo le foglie, unico dato tangibile della stagione che avanza.

mercoledì 10 aprile 2013

Il cacciatore

di Mattia S.


Un "Bang" rimbomba per i vicoli deserti, nel primo pomeriggio primaverile. Un ragazzino insegue saltellando il suo stesso eco nascondendosi, dopo ogni sparo, dietro i bidoni della nettezza urbana o dietro a una macchina parcheggiata.
-Arrenditi delinquente!- sibila a denti stretti, -sei circondato!- E saltando fuori all'improvviso dal suo nascondiglio, spara con l'indice della mano destra mentre, con la mano sinistra, si sposta i capelli umidi di sudore dalla fronte arrossata per il calore e per la frenesia del gioco.
La sparatoria prosegue nella sua rievocazione filmica, e mentre il pollice si abbassa sulla mano rievocando il grilletto di una rivoltella e le guance si gonfiano per riprodurre il suono di una raffica di pallottole, una parte della sua mente può abbandonare il gioco e lo stesso quartiere che sta ospitando lo scontro.

mercoledì 3 aprile 2013

Virtuosismo

di Mattia S.

"I modelli sono una strada spianata; esempi da seguire e, magari, da imitare". Queste e altre considerazioni attraversano la mente di Samuele, in un tiepido e assonnato primo pomeriggio di inizio autunno. Samuele, con il suo violino, si sta esercitando sopra uno spartito di musica sacra di Brahms. Da qualche tempo ha perso l'abitudine di guardare la televisione. Tutti i programmi di svago gli sono improvvisamente venuti a noia. Al di là del muro sua madre sta lavando i piatti del pranzo. Nella sua stanza, insonorizzata alla bell'e meglio, con le scatole di cartone delle uova, prese con tanta fatica, nell'alimentare vicino casa, non fa fatica a entrare l'indistinto scroscio dell'acqua corrente, a causa dell'ovvia insonorizzazione a buon mercato.

mercoledì 27 marzo 2013

Ombre dicon vero

di Mattia S.

Il vecchio esce dal locale borbottando fra sé e sé il nome 'Flipper', portandosi dietro quell'asfissiante odore d'acqua di colonia da discount e la puzza di naftalina che spesso accompagna gli indumenti delle persone di una certa età.
"Che cialtrone" pensa il giornalista scuotendo la testa mentre riprende la lettura del suo quotidiano dove, in prima pagina, campeggia il suo ultimo articolo: "Questo piace alle persone: i fatti! Non le favole!"

mercoledì 20 marzo 2013

Non così diversi

di Mattia S.

Le porte si chiudono e l'autobus riparte per l'ultima corsa della giornata. La notte è ormai calata sulla città. "Si stanno accorciando le giornate" pensa l'autista, ripetendo la solita frase fatta che usano le persone quando si incontrano per le vie del quartiere.
Ripensa al litigio che ha avuto quella mattina con quel testardo di suo figlio. In fondo è per via dell'età. Sono gli anni delle ribellioni, dei forti ideali. L'età della libertà. Sorride, pensando a quando aveva anche lui 18 anni.
Timonando come il capitano di una nave, fa compiere ampi giri al volante del mezzo allargando le braccia e liberando, in questo modo, le due chiazze più scure sotto le ascelle, sulla camicia. Può tranquillamente mettere da parte il decoro della divisa, c'è solo lui sull'autobus.
Compiendo il suo mestiere, non smette di rimuginare. Anche lui ha avuto il suo da fare con ribellioni e rivolte. Classe 1957, aveva 18 anni precisi durante il '75, quando le manifestazioni non erano ancora rifluite. In alcuni cortei c'era stato pure lui a caricare la polizia. Anche adesso, se ci ripensa, gli viene da sorridere, anche se un pò si vergogna. "Eppure... mi sentivo vivo".

mercoledì 13 marzo 2013

Il piccolo Roy

di Mattia S.

Roy sgattaiola dal vicolo trattenendo il fiato. L'emozione per la recente scoperta ha soverchiato ogni logico brandello della paura iniziale.
"Devo assolutamente trovare Vlan" pensa Roy "ho bisogno di dirlo a qualcuno".
Così pensando, il ragazzo si lancia in una folle corsa sotto il sole del meriggio primaverile, sgusciando tra le gambe dei lavoratori che escono dagli uffici per la pausa pranzo. Nessuno si cura di un ragazzino sudato che corre per le strade del quartiere. Nessuno ha tempo per curarsi di lui; il ragazzino ne è perfettamente conscio ma sembra non dargli peso. Perlomeno non esternamente. Adesso poi, preso com'è dalla recente scoperta, non si cura proprio di quello che la gente possa pensare di lui.

mercoledì 6 marzo 2013

Flâner

Camicie, pantaloni, pigiama... Dopo un lungo viaggio puoi dire di essere tornata a casa solo nel momento in cui disfi i bagagli. Mutande, calzini, canottiere...  Rimettere in ordine i vestiti nei posti giusti, è il rito ufficiale dell'uomo che rincasa, che ritorna nel proprio ambiente.
Questi pensieri passano per la testa del professore mentre svuota le valigie. Questi e altri ricordi saltano fuori dagli armadi che apre e dai cassettoni che schiude.
"È come quando frequentavo l'università; solo che allora, la mia casa, erano i miei compagni di corso"

mercoledì 27 febbraio 2013

Clugston - Atto I

 Cala la mano della giustizia sulla spalla del giovane Morrison.
Un tuffo al cuore. Lo sento attraversare la sua spalla e percuotere con uno spasmo il mio braccio.
Salto indietro nel tempo: prima del quartiere. Prima della guerra.
Anche allora, al Campo, ero un osservatore. Sempre all'erta sulla steppa o buttato in un fosso; con un occhio socchiuso e il gelo che trapassava la carne costretta all'immobilità. Occhio all'erta all'alba. Occhio rosso e orecchio pesto al tramonto.
Il braccio indolenzito per il troppo mirare. Come l'occhio.

mercoledì 20 febbraio 2013

Dalla periferia


I lampioni saettano lungo la fiancata dell'autobus: stelle cadenti nel crepuscolo settembrino di un qualsiasi paesaggio urbano. Sono oramai quattro, le corse che quel ragazzo si sorbisce dall'ultimo posto del mezzo. Nulla sembra ridestarlo da quel torpore assorto che gli fa contemplare le facciate colorate delle villette e l'asfalto nero che sfuma nel sole morente. In silenzio lascia che i singhiozzi del mezzo gli cullino il capo, dunque i pensieri.