recensione di Mattia
Sangiuliano
Una passione disturbata,
o folle, spinge ad agire “per morte e per amore”. Altro tema centrale di questo albo sono le morti cruente e ingiuste, non diverse da
quelle legalizzate e “di Stato”. Dalla penna di Claudio
Chiaverotti un'indagine oltre il confine di giusto e sbagliato;
un sottile filo rosso, capace di macchiare e unire vittima e
carnefice, assottiglia ancora di più la distanza fra gli opposti,
tra bianco e nero, sprofondandoli in una sottile zona grigia.

