Recensione di Mattia Sangiuliano
sabato 30 novembre 2019
lunedì 25 novembre 2019
DD 387 – “Che regni il caos”
(-13 alla meteora!)
Recensione di Mattia Sangiuliano
Con il numero 387 della serie regolare di Dylan Dog ha inizio il cosiddetto “ciclo della meteora”; una serie di albi uniti da un filo conduttore che, alla fine, porterà alla chiusura della serie di Dylan Dog. O almeno alla fine di Dylan così per come la conosciamo noi.
sabato 2 febbraio 2019
Morgan Lost (Black Novels n°1) – I colori del male
Recensione di Mattia Sangiuliano
Dopo il recente ritorno di Morgan Lost nel tanto atteso team-up con l’indagatore dell’incubo (parte uno e parte due), in questo freddo inizio dell’anno diamo il via alle danze con una nuova serie dedicata al cacciatore di taglie della tetra e perennemente invernale New Heliopolis, nell’universo immaginato e sceneggiato dal padre di Morgan: Claudio Chiaverotti.
domenica 27 gennaio 2019
Glass – L’immaginario del superuomo tra cinema e fumetti
Recensione di Mattia Sangiuliano
Nelle
sale italiane è arrivato “Glass” il tanto atteso – e non solo per i fan –
sequel di “Split” (2016), terzo e ultimo capitolo che chiude la trilogia Eastrail
177 cominciata con “Unbreakable – Il predestinato” (2000); tutti e tre i
capitoli sono diretti dall’eclettico M. Night Shyamalan.
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giovedì 27 dicembre 2018
Amori insanguinati tingono una “Londra in rosso e grigio”
Morgan Lost & Dylan Dog (2 di 2)
Prosegue la caccia ai serial Killer e agli incubi che affollano l’universo ucronico del Cacciatore di taglie creato da Chiaverotti, in questa nuova miniserie ambientato nella Londra dell’Indagatore dell’Incubo.
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mercoledì 26 dicembre 2018
“Incubi e serial killer” tra vecchie e nuove conoscenze
Morgan Lost & Dylan Dog (1 di 2)
recensione di Mattia Sangiuliano
In casa Bonelli, tra team up e rivoluzioni annunciate, siamo giunti all’atteso sodalizio tra l’indagatore dell’incubo londinese e il cacciatore di taglie di New Heliopolis.
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mercoledì 12 dicembre 2018
L’armata dei sonnambuli
di Mattia Sangiuliano
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| René Magritte - Golconda |
Siamo l’armata dei sonnambuli che nascondono le occhiaie
dietro qualche filtro o le giustificano come il frutto maturo della settimana
pesante al secondo moskow mule o dopo lo shot che segue un mojito fidel
allungato con la birra facendoci scudo col fondo del bicchiere deformiamo le
facce attraverso un cannocchiale etilico che porta la marca di un rum che
snobbiamo o di qualche vodka blasonata somministrata miscelata e diluita sotto
un iceberg di ghiaccio che nel gelido inverno del nostro rimpianto ci tira
ancora di più il sorriso e quando non riusciamo più a scrollarci di dosso la
convenzione sociale dei reiterati inni alla salute fingiamo di non essere
devastati da uno tsunami che sciaborda nell’interstizio cavo tra la nostra
anima e l’epidermide che ci riveste giochiamo così una pessima partita
sfoderando la peggiore faccia da poker che non inganna noi stessi: l’unica
persona che di 7 miliardi e spicci – tra cristiani musulmani ebrei sinti e vari
altri senzadio – vorremmo eludere quando infine una vetrina ci rimanda indietro
una sguardo che non combacia con l’immagine di noi che ci eravamo prefissata ci
accorgiamo che più passa il tempo più sbiadiscono le occasioni e l’unica
sicurezza che resta è l’incertezza che ci siamo convinti di dover abbracciare
quindi socchiudiamo sempre di più gli occhi per non guardare l’orizzonte
lontano che una volta volevamo raggiungere a piedi ora rimandiamo ad un eterno
domani quello che avremmo voluto fare oggi e se ieri due mani non bastavano per
contare sulla punta delle dita gli amici con cui condividere una serata adesso
due dita bastano e avanzano per comporre un messaggio da lanciare a qualche
conoscente mentre la lista dei contatti aumenta un vuoto sottile colma una distanza
emotiva siderale proprio con l’anonimo contiguo a noi che pensavamo di conoscere e infine proprio evitando di diventare i nostri genitori siamo invece avvizziti nell’angusto
perimetro di un negativo solarizzato dai contorni bruciati scattato prima della
nostra nascita mentre sempre più rabbiosi e insoddisfatti posticipiamo l’ora
del risveglio non ci rendiamo conto che tutto il tempo che resta al mondo non
ci ridarà mai indietro un’occasione sprecata.
sabato 3 febbraio 2018
Il vero volto del fascismo
di Mattia Sangiuliano
Oggi, 3 febbraio 2018, il
fascismo ha mostrato il suo vero volto nella maniera più drammatica e violenta
possibile. Non si è limitato a commenti offensivi o apologetici nel mare magnum
– talvolta latrina, più che mare – dello spazio digitale, confondendosi dietro
i panni consunti di qualche leone da tastiera, ha mostrato invece i denti
azzannando alla gola, come una bestia inferocita, una città; l’attacco è
risultato tanto più sconvolgente quanto inaspettato.
venerdì 5 gennaio 2018
DD n° 367 – La ninna nanna dell’ultima notte
Recensione di Mattia Sangiuliano
Il soggetto di questo mese porta
la firma di Barbara Baraldi; una brillante, quanto tetra e angosciante storia
che ben si sposa con le cupe chine, caratteristiche, del tratto di Corrado Roi. Narrazione e tavole cullano il lettore, facendolo sprofondare in un’atmosfera che porta il marchio dell’incubo.
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Wolf Rilla
sabato 23 settembre 2017
Atomica Bionda – Azione e spionaggio, nella Berlino del 1989
Di Mattia Sangiuliano
Sequenze di azione e combattimenti adrenalinici ben curati, una trama fatta di spionaggio e giochi di potere in una vivida Berlino di fine anni '80. Questo è il mix che mette in scena Atomica Bionda.
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domenica 26 marzo 2017
“Il giorno della famiglia” tra musica e incubo – DD n° 366
recensione di Mattia
Sangiuliano
Raccogliendo
la richiesta d'aiuto di Madame Trelkovski, Dylan Dog dovrà indagare
sul misterioso spirito di una ragazza i cui tormentati resti mortali
non le consentono di trovare requie in un agognato eterno riposo.
venerdì 10 marzo 2017
Logan – The Wolverine.
Un eroe decaduto e la sua eredità.
recensione di Mattia
Sangiuliano
È
sbarcato il 1° marzo nelle sale italiane Logan - The Wolverine (2017), con
il suo carico di violenza e artigli affilati. Il dramma dell’eroe
decaduto si sposa egregiamente con un'aria western malinconica e
ricca di azione.
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| Logan - The Wolverine (2017) |
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lunedì 27 febbraio 2017
Science fiction e Shoah.
Il gesto della scrittura fantascientifica in Primo Levi.
di Mattia Sangiuliano
Ogni primavera l'editore
Einaudi pubblica il frutto della lezione-conferenza che il Centro
Studi Primo Levi tiene l'autunno precedente. Ogni anno viene
confezionato un volume specifico bilingue, italiano e inglese, che
trattando un determinato argomento si prefigge di scandagliare
determinati aspetti della produzione di Primo Levi.
venerdì 24 febbraio 2017
"Arrival" di Villeneuve –
Tra fantascienza, linguaggio e amore materno.
recensione di Mattia
Sangiuliano
Denis Villeneuve è
il regista di Arrival film
fantascientifico, tratto da Storie della tua vita di Ted Chiang,
ambientato su una Terra improvvisamente visitata da dodici oggetti –
in un primo, e molto breve, momento – non identificati che
atterrano in altrettante zone del pianeta, scegliendo apparentemente
a caso il luogo dell'atterraggio. Prima di questa repentina e
inaspettata visita extraterrestre vediamo muoversi in primo piano,
dopo una breve introduzione, la protagonista della storia: la
linguista Louise
Banks, alias Amy
Adams.
Louise viene coinvolta dopo la comparsa delle astronavi nelle
operazioni militari del caso nel tentativo di comunicare con i
misteriosi visitatori nella loro complessa lingua così da poter
chiarire il prima possibile le loro intenzioni ed eventualmente
prendere le adeguate contromisure – la prospettiva della difesa
contro un eventuale aggressione è la prima ipotesi che la razza
umana, per sua nauta guerrafondaia, deve paventare.
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