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lunedì 7 marzo 2022

The Batman di Matt Reeves: un thriller di formazione per un eroe tutt’altro che acerbo

Il 3 marzo è uscito nelle sale italiane il film The Batman diretto da Matt Reeves che vede Robert Pattinson, nei panni del vigilante mascherato, alle prese con un insidioso nemico.

Recensione di Mattia Sangiuliano

domenica 19 aprile 2020

Underwater: Una delusione 20mila leghe sotto i mari


Underwater di William Eubank è una grande occasione sprecata. Oppure no? Molti lo hanno elogiato calcando le dichiarazioni e gli slogan promozionali che, in fase di lancio, lo hanno definito come la fusione tra Alien e The Abyss. Francamente non so a quale dei due film somigli di meno. E per fortuna!


Recensione di Mattia Sangiuliano

venerdì 24 febbraio 2017

"Arrival" di Villeneuve –
Tra fantascienza, linguaggio e amore materno.

recensione di Mattia Sangiuliano


Denis Villeneuve è il regista di Arrival film fantascientifico, tratto da Storie della tua vita di Ted Chiang, ambientato su una Terra improvvisamente visitata da dodici oggetti – in un primo, e molto breve, momento – non identificati che atterrano in altrettante zone del pianeta, scegliendo apparentemente a caso il luogo dell'atterraggio. Prima di questa repentina e inaspettata visita extraterrestre vediamo muoversi in primo piano, dopo una breve introduzione, la protagonista della storia: la linguista Louise Banks, alias Amy Adams. Louise viene coinvolta dopo la comparsa delle astronavi nelle operazioni militari del caso nel tentativo di comunicare con i misteriosi visitatori nella loro complessa lingua così da poter chiarire il prima possibile le loro intenzioni ed eventualmente prendere le adeguate contromisure – la prospettiva della difesa contro un eventuale aggressione è la prima ipotesi che la razza umana, per sua nauta guerrafondaia, deve paventare.

sabato 18 febbraio 2017

Split: fra thriller, horror e graphic novel

recensione di Mattia Sangiuliano


Una, nessuna o centomila? Le possibilità dell'essere umano sono infinite, ce lo ripetono – e ce lo ripetiamo, nda – da anni. Infiniti sono anche i nostri possibili atteggiamenti, i nostri modi d'essere quotidianamente, in pubblico o nella vita privata. La visione della molteplicità delle maschere possiamo adottare a seconda della circostanza, in base al contesto in cui ci troviamo, è lo standard dell'uomo che si dibatte tra moderno e post-moderno; se prima c'era qualcosa da nascondere sotto una superficie d'apparenza ora, similmente, si punta l'attenzione al modo d'apparire. Nulla di strano – è la società che ce lo chiede, baby. Sicuramente risulta essere più inquietante l'inversione dei termini, prendendo come punto fisso la maschera esteriore, la parvenza più immediata data dalla pelle, si cambia invece quello che c'è dietro: la personalità.

venerdì 12 dicembre 2014

Interstellar e la nostalgia dell'esploratore.

di Mattia Sangiuliano.



La natura dell'esploratore spinge l'uomo a sondare l'ignoto oltre i confini della conoscenza, ad andare oltre i limiti dell'occhio umano e della scienza che lo guida e sorregge. Nulla di trascendentale, la speranza dell'uomo riposta in un “altro” da lui viene negata nel momento in cui sembra materializzarsi la spiegazione ultima; al centro dell'universo viene ricollocato l'uomo e, soprattutto, l'esploratore; il viaggiatore, spinto ai limiti dell'universo conosciuto e oltre, dentro l'ignoto insondabile, è il centro gravitazionale del suo stesso viaggio.

mercoledì 8 ottobre 2014

Una donna per cui andare al cinema. Forse.

di Mattia Sangiuliano

Sin City, una donna per cui uccidere. Sono andato al cinema conscio del fatto che, molto probabilmente, non avrei trovato ciò che molti si aspettavano, sicuro del fatto che non avrei provato la stessa ebbrezza del primo episodio datato 2005. C'era da aspettarselo in fondo.
La pellicola del secondo episodio sacrifica molto del noir presente nel film di nove anni prima, prevale su tutto un'impronta hard boiled forse più marcata cui fa da sponda un fiume di pulp; è un film d'azione, violento e crudo, in bianco e nero; godibile come tale, così come tutte quelle cose già assaporate che, si sa, non torneranno indietro.
Ava Lord alias Eva Green