sabato 6 settembre 2014

Traslochi


Dopo oltre un anno di attività, Ululati Solitari finalmente si "sposta"; da oggi il sito è attivo al semplice indirizzo "www.ululatisolitari.com"
Vento di rivoluzione.

martedì 5 agosto 2014

"O Gorizia, tu sei maledetta". L'accusa dei militi senza nome.

di Mattia Sangiuliano

«La mattina del 5 di Agosto
si muovevano le truppe italiane
per Gorizia le terre lontane
e dolente ognun si partì
»
(O Gorizia, tu sei maledetta)

«Da quella bara che riunisce er pianto
de tante madri, un fijio chiam: - Mamma!
E ogni madre risponne: -Fijio santo!

De tanti cori s'è formato un core:
ardeno tutti nella stessa fiamma
strazziati dar medesimo dolore»
(Trilussa)

giovedì 31 luglio 2014

Primo Levi. Il lavoro del testimone, il valore della comunicazione.


di Mattia Sangiuliano

Primo Michele Levi nacque a Torino il 31 luglio del 1919. Si laureò nel 1944 in chimica, successivamente decise di militare attivamente sulle colline piemontesi imbracciando le armi contro l'occupazione nazifascista, come partigiano all'interno della formazione Giustizia e Libertà. Dopo qualche mese venne catturato e, a seguito dell'ammissione della sua origine ebraica, internato a Fòssoli e da qui espatriato, deportato verso Auschwitz. Con queste premesse si ha l'avvio del romanzo autobiografico intitolato Se questo è un uomo, ambientato all'interno del tristemente noto Lager presso l'omonima cittadina di Auschwitz, in Polonia.

Il lavoro è una tematica centrale all'interno del discorso di Primo Levi. Attraversa, assumendo varie sfumature, gran parte della sua produzione; torna in varie e multiformi sfaccettature nella quasi totalità delle sue opere investendo parimenti il ruolo, e il dovere comunicativo, del testimone sopravvissuto all'Olocausto.

lunedì 21 luglio 2014

Transavanguardia. L’ansia comunicativa nell’opera di Enzo Cucchi.

di Mattia Sangiuliano


«Quello che voglio sapere è come la terra sia a filo con la superficie.»

Enzo Cucchi, artista marchigiano, è esponente della Transavanguardia teorizzata dal critico d'arte Achille Bonito Oliva nel 1979.
Cucchi, artista, uomo di cultura dalla poetica multiforme, all'inizio della sua carriera artistica poeta e scrittore, osservatore della natura, dello spazio, delle forme e, soprattutto, della storia; sin da ragazzo si interessa di quadri e di arte, si dedicherà così alla pratica del restauro, nel capoluogo marchigiano.
Originario di Morro d’Alba (1949), iscrittosi presso l'accademia di Belle Arti di Macerata, sarà un attivo frequentatore del circolo intellettuale maceratese raccoltosi attorno alla rivista Tau; predilige in questa prima fase della sua esperienza artistica la scrittura, in particolar modo il componimento poetico, ottenendo varie pubblicazioni sulla rivista. Sarà poi riconosciuto nel panorama internazionale come uno degli interpreti del movimento della Transavanguardia.

domenica 13 luglio 2014

Il Negazionismo e la stella "uncinata" di Davide.

di Mattia Sangiuliano

«Siamo stati capaci, noi reduci, di comprendere e di far comprendere la nostra esperienza?»
-Primo Levi, I sommersi e i salvati.

Inizia un nuovo giorno e la cronaca estera si tinge di rosso sulla striscia di Gaza. Una nuova tornata di massacri – o dichiarati tali da fonti governative – nei territori medio-orientali a cui corrisponde una nuova e strisciante enfasi mediatica, sponda ai sanguinosi eventi che caratterizzano regioni periferiche – o ritenute tali – del globo; l'informazione fornisce un'eco edulcorante attorno a nuove carneficine giocando sull'apparente lontananza di contesti geopolitici che – adagiati su di una polveriera è dir poco – minacciano di detonare da un momento all'altro, danneggiando irreparabilmente uno squilibrio che rischia di ingoiare un'intera regione.

domenica 29 giugno 2014

Luigi Pirandello, l'umorismo dell'esclusione

di Mattia Sangiuliano

«È molto più facile [...] essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre.»

La citazione del giorno di Wikipedia, tratta dall'Enrico IV, celebra così l'anniversario della nascita di Luigi Pirandello, nato il 28 giugno del 1867, .

giovedì 29 maggio 2014

Quando gli eroi tornano alla terra.

recensione di Mattia Sangiuliano

“Un paese ben coltivato”, Giorgio Boatti; Editori Laterza 2014 per la collana i Robinson/Letture, 18€ p.264.

In Italia, ogni giorno, cento ettari di terreno agricolo vengono persi per sempre, divorati dalle costruzioni.
Questo spiega perché dal boom economico a oggi la superficie agricola è scesa da 18 a 13 milioni di ettari. Si riducono i campi coltivati e l'Italia, che aveva raggiunto la piena autonomia alimentare, sta dipendendo sempre più dagli altri. Persino per il pane non siamo più autosufficienti: il 60 per cento del frumento tenero lo importiamo dagli Stati Uniti e dall'Ucraina, dalla Francia, dalla Germania e perfino dall'Austria. [p.10]

venerdì 16 maggio 2014

“Du oder Ich”. Un (auto)ritratto per celebrare Maria Lassnig.

di Mattia Sangiuliano

“Thankfully, I possess a strong sense of reason.”[1]

“Du oder Ich” (2005)
Du oder Ich” (2005). Tu o io, è la traduzione del minaccioso e intimidatorio, quanto celebre, dipinto della pittrice austriaca Maria Lassnig (8 settembre 1919 – 6 maggio 2014).

La Lassnig nasce in Austria, presso la cittadina di Kappel am Krappfeld, l'8 settembre 1919. Figlia nata fuori dal matrimonio, sua madre si sposerà solo tempo dopo con un uomo molto più vecchio di lei, e in concomitanza di una serie di problemi di relazione all'interno della famiglia, sarà accudita per parte della sua infanzia dalla nonna. Durante la seconda guerra mondiale studierà presso l'accademia di belle arti di Vienna. Intraprenderà così un percorso artistico che la porterà ad avvicinarsi sempre più alle maggiori avanguardie dell'epoca, funambolicamente in bilico tra espressionismo e astrattismo, sino poi a prenderne le distanze.

domenica 11 maggio 2014

In frantumi.

di Mattia Sangiuliano
[continua da Come argilla]

«Si papà» risponde brevemente il ragazzo, sentendo affievolire, dentro di se quel moto di immotivato rancore che lo aveva attraversato sino a qualche istante prima, tradottosi poi in quella fantasiosa corsa al di là dei confini del quartiere, al di fuori di quello che è il suo territorio, la sua casa.
«È da un po che non ci sentiamo vero? Come va li da te? Tutto in ordine in parrocchia? E tu, soprattutto, come stai? E il parroco Roberto?»
La pioggia di domande che piombano addosso al giovane prete lo travolgono tramutandosi in una valanga. L'apprensione del padre lo lascia un po' interdetto ma, ricordandosi quasi all'istante il motivo della sua telefonata decide di tagliare corto e raggiungere subito il nocciolo della questione, il motivo della sua telefonata.

giovedì 8 maggio 2014

“Io, Ippocrate di Kos”. La medicina, arte tra Asclepio e Thanatos.

di Mattia Sangiuliano 

“Io, Ippocrate di Kos” di Massimo Fioranelli e Pietro Zullino, Editori Laterza (2008) per la collana Storia della medicina e della sanità; 138 p. 19€. 

Attraverso la storia del grande capostipite della medicina – in un certo qual modo – moderna, già distinta dalla speculazione propriamente filosofica dell'antichità, il libro fornisce informazioni sulla vita di Ippocrate di Kos poggiando le sue fondamenta su una narrazione autobiografica degli eventi che, contestualmente, caratterizzarono l'opera e alcuni difficili anni della sua esistenza. La ricostruzione romanzata della vita di Ippocrate prende le mosse come sorta di estremo lascito testamentario fornito dalle sue labbra dando voce, e interpretando i dati, a noi pervenuti per via letteraria riguardanti la sua figura di medico e pensatore, per quelle tappe che ne contraddistinsero la vita, in un procedere di eventi mediante una "fiction" biografica nutrita in un contesto storico.

domenica 4 maggio 2014

«Fanciulli allo stadio». #ilcapoultrahadeciso.

di Mattia Sangiuliano

«Galletto
è alla voce il fanciullo; estrosi amori
con quella, e crucci, acutamente incide.»
("Fanciulli allo stadio"; Saba, Umberto)

giovedì 1 maggio 2014

Le morti del primo maggio.

di Mattia Sangiuliano.

Nella calendaristica celebrazione di piccole festività, passa spesso inosservata la carica di valori che queste creano in un immaginario collettivo sovente abituato all'oblio, ad una sorta di delega di certi valori, celebrati ma annegati nell'abitudine di una parata che si svolge nella accettazione generale.
Viene alla mente la novella pirandelliana: “C'è qualcuno che ride”, novella ambientata nel mentre di una riunione seria, il giorno di carnevale, in cui i partecipanti vi prendono parte travestiti, in maschera – e qui il sottile ossimoro della vicenda che sottende l'intero breve racconto – eppure attori di una finta partecipazione collettiva e corale a un giubilo solo estetico, del tutto privo di un qualche vitalismo, o della pur minima partecipazione all'evento. Proprio nel mentre di quella attesa carica di preoccupazione, una risata rompe la sospensione generale gettando gli astanti nel panico collettivo; gli astanti erano colpevoli di aver accettato l'oblio collettivo aderendo ad una circostanza formale, nella coralità generale, senza porsi alcuna domanda sulla liceità di quel contesto.

Come argilla

di Mattia Sangiuliano

«Guarda attentamente. Se tendi troppo il filo si spezza. Devi prestare molta attenzione a mantenere la giusta tensione, senza ammorbidire e senza strattonare. E appena sei sicuro abbia abboccato fai girare il mulinello. Senza strattonare, mi raccomando. Vedi? Esattamente così... Ecco! Ecco! Guarda» esclama «Ha abboccato! Fatti da parte un attimo che mi impicci... senti che fatica...»
“No papà, non sento niente”.
E come la marea le nubi fanno ritorno. Tornano come una risacca di piombo ad annebbiare luoghi e pensieri.
Il parroco segue in silenzio i suoi pensieri ormai rassegnato a non poterli cancellare o sostituire. Pensa a suo padre. A quel suo padre politico così lontano, distante dal mondo e dagli affetti dei suoi figli.
Come quella volta a pesca. Al lago, in una giornata di festa, una domenica forse, quando suo fratello si era ammalato e il padre, per non perdere una giornata di sole, aveva deciso di portare con se il minore dei suoi figli.
Il bambino sorride mentre quella gioia del padre muta, attraverso uno specchio capovolto, in amarezza sulle labbra del figlio ormai adulto.
Ma la legge del padre è inviolabile, intoccabile.

mercoledì 30 aprile 2014

“L'assenza” poesia di Guido Gozzano. La contemplazione come arte poetica.



Monet, Claude
"Ponte giapponese nel giardino di Giverny"
analisi e commento di Mattia Sangiuliano

Un bacio. Ed è lungi. Dispare 
giú in fondo, là dove si perde
la strada boschiva che pare
un gran corridoio nel verde.

Risalgo qui dove dianzi
vestiva il bell'abito grigio:
rivedo l'uncino, i romanzi
ed ogni sottile vestigio...

Mi piego al balcone. Abbandono
la gota sopra la ringhiera.
E non sono triste. Non sono
piú triste. Ritorna stasera.

E intorno declina l'estate.
E sopra un geranio vermiglio,
fremendo le ali caudate
si libra un enorme Papilio...