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domenica 22 novembre 2015

“In un'altra lingua”, Primo Levi: scrittore e traduttore.

recensione di Mattia Sangiuliano.

"In un'altra lingua", Ann Goldstein e Domenico Scarpa, Torino, Einaudi, collana Lezioni Primo Levi (2015), p. 213, 21€.


Tradurre in una lingua più accessibile una tematica – e un universo – altrimenti irraggiungibile. Questa è stata la sfida di Primo Levi che ha cercato di comunicare la sua esperienza oltre la superficie del lager. Una sfida raccolta in quello che potrebbe essere definito una sorta di dialogo tra Domenico Scarpa e Ann Goldstein, traduttrice – anche di questo testo, presentato nella solita forma bilingue: con versione inglese a fronte, per la collana Lezioni Primo Levi di Einaudi – e curatrice del volume complessivo in lingua inglese dell'opera di Primo Levi, Complete Works, presso l'editrice Liveright.

martedì 17 novembre 2015

“Così fu Auschwitz” tra fondamento storico e valore memoriale.
Il germe di “Se questo è un uomo” e della testimonianza leviana.

recensione di Mattia Sangiuliano

“Così fu Auschwitz”, Primo Levi, Torino, Einaudi (2015), p.245, 13€.

Il dizionario Devoto Oli della mia libreria, alla terza definizione dedicata al lemma “germe”, quella figurativa, dice: «Quanto richiede e racchiude la possibilità di uno sviluppo; origine, principio»; tra i sinonimi: radice, premessa, causa. L'enciclopedia Treccani specifica: «In germe, locuz. usata con riferimento a cosa che sta per nascere, che è ancora in uno stato di abbozzo ma promette di assumere consistenza, forma definita e concreta»[1].

venerdì 7 novembre 2014

“Raccontare per la storia” di Anna Bravo.
Primo Levi e la Storia maestra per la vita.

recensione di Mattia Sangiuliano

 "Raccontare per la storia, Narrative for the history", Anna Bravo; Giulio Einaudi Editore, per la collana Lezioni Primo Levi, 2014, p.211, €18.


giovedì 31 luglio 2014

Primo Levi. Il lavoro del testimone, il valore della comunicazione.


di Mattia Sangiuliano

Primo Michele Levi nacque a Torino il 31 luglio del 1919. Si laureò nel 1944 in chimica, successivamente decise di militare attivamente sulle colline piemontesi imbracciando le armi contro l'occupazione nazifascista, come partigiano all'interno della formazione Giustizia e Libertà. Dopo qualche mese venne catturato e, a seguito dell'ammissione della sua origine ebraica, internato a Fòssoli e da qui espatriato, deportato verso Auschwitz. Con queste premesse si ha l'avvio del romanzo autobiografico intitolato Se questo è un uomo, ambientato all'interno del tristemente noto Lager presso l'omonima cittadina di Auschwitz, in Polonia.

Il lavoro è una tematica centrale all'interno del discorso di Primo Levi. Attraversa, assumendo varie sfumature, gran parte della sua produzione; torna in varie e multiformi sfaccettature nella quasi totalità delle sue opere investendo parimenti il ruolo, e il dovere comunicativo, del testimone sopravvissuto all'Olocausto.