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martedì 9 dicembre 2014

Macerie e arte nell'età dell'estremismo.

recensione di Mattia Sangiuliano


L'età dell'estremismo; Marco Belpoliti, Guanda collana Biblioteca della fenice (2014) p.285, 18€.

«Si sbaglierà di rado se si ricondurranno le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura.» (Friedrich Nietzsche; Umano troppo umano)

venerdì 28 novembre 2014

Frida Kahlo e il suo doppio.

Appunti di Mattia Sangiuliano

L'immagine riflessa da uno specchio è una rappresentazione fittizia dell'oggetto, non coincide con esso; allo stesso modo l'immagine riflessa sull'acqua non è una rappresentazione veritiera dell'oggetto che vi si riflette, attraversata com'è da piccole scosse, increspature sulla superficie e sotto di essa. L'immagine che si cerca di fissare è un fremere di riflessi di luce, giochi d'ombra, movimenti che percorrono il pelo dell'acqua. Spesso però, il riflesso, per quanto distorto possa essere, rivela un insieme di dettagli che difficilmente l'occhio nudo sarebbe in grado di cogliere. L'opera di Frida Kahlo, nel tentativo di fissare la propria immagine, è caratterizzata da questo perenne scavo nella materia lavica della sua esistenza, tra vita e presentimento di morte, tra amore e tradimento, il suo perenne dolore e la gioia di essere viva.

lunedì 21 luglio 2014

Transavanguardia. L’ansia comunicativa nell’opera di Enzo Cucchi.

di Mattia Sangiuliano


«Quello che voglio sapere è come la terra sia a filo con la superficie.»

Enzo Cucchi, artista marchigiano, è esponente della Transavanguardia teorizzata dal critico d'arte Achille Bonito Oliva nel 1979.
Cucchi, artista, uomo di cultura dalla poetica multiforme, all'inizio della sua carriera artistica poeta e scrittore, osservatore della natura, dello spazio, delle forme e, soprattutto, della storia; sin da ragazzo si interessa di quadri e di arte, si dedicherà così alla pratica del restauro, nel capoluogo marchigiano.
Originario di Morro d’Alba (1949), iscrittosi presso l'accademia di Belle Arti di Macerata, sarà un attivo frequentatore del circolo intellettuale maceratese raccoltosi attorno alla rivista Tau; predilige in questa prima fase della sua esperienza artistica la scrittura, in particolar modo il componimento poetico, ottenendo varie pubblicazioni sulla rivista. Sarà poi riconosciuto nel panorama internazionale come uno degli interpreti del movimento della Transavanguardia.

venerdì 16 maggio 2014

“Du oder Ich”. Un (auto)ritratto per celebrare Maria Lassnig.

di Mattia Sangiuliano

“Thankfully, I possess a strong sense of reason.”[1]

“Du oder Ich” (2005)
Du oder Ich” (2005). Tu o io, è la traduzione del minaccioso e intimidatorio, quanto celebre, dipinto della pittrice austriaca Maria Lassnig (8 settembre 1919 – 6 maggio 2014).

La Lassnig nasce in Austria, presso la cittadina di Kappel am Krappfeld, l'8 settembre 1919. Figlia nata fuori dal matrimonio, sua madre si sposerà solo tempo dopo con un uomo molto più vecchio di lei, e in concomitanza di una serie di problemi di relazione all'interno della famiglia, sarà accudita per parte della sua infanzia dalla nonna. Durante la seconda guerra mondiale studierà presso l'accademia di belle arti di Vienna. Intraprenderà così un percorso artistico che la porterà ad avvicinarsi sempre più alle maggiori avanguardie dell'epoca, funambolicamente in bilico tra espressionismo e astrattismo, sino poi a prenderne le distanze.

mercoledì 30 aprile 2014

“L'assenza” poesia di Guido Gozzano. La contemplazione come arte poetica.



Monet, Claude
"Ponte giapponese nel giardino di Giverny"
analisi e commento di Mattia Sangiuliano

Un bacio. Ed è lungi. Dispare 
giú in fondo, là dove si perde
la strada boschiva che pare
un gran corridoio nel verde.

Risalgo qui dove dianzi
vestiva il bell'abito grigio:
rivedo l'uncino, i romanzi
ed ogni sottile vestigio...

Mi piego al balcone. Abbandono
la gota sopra la ringhiera.
E non sono triste. Non sono
piú triste. Ritorna stasera.

E intorno declina l'estate.
E sopra un geranio vermiglio,
fremendo le ali caudate
si libra un enorme Papilio...

mercoledì 19 febbraio 2014

Un po' di espressione

di Mattia Sangiuliano

19 febbraio 2014; google celebra con un nuovo doodle il 137° anniversario di nascita della berlinese Gabriele Münter, per un certo periodo compagna di vita del pittore russo Wassily Kandinsky e con lui fondatrice del gruppo di pittori espressionisti noto con il nome de Il cavaliere blu: Die Blaue Reiter.

Gabriele compie i suoi studi presso l'accademia di Düsseldorf, si trasferisce un periodo negli stati uniti e nel 1901 è allieva a Monaco del pittore Kandinsky entrambi militeranno all'interno del gruppo da lui fondato: Phalanx, che aveva l'intento di inserire, nell'ambiente artistico tradizionalista di Monaco, lo spirito innovatore mutuato dalle coeve avanguardie francesi.

Nel 1908 compra una una casa a Murnau in Alta Baviera, con Kandisky. Questa casa, nominata "Russenhaus" ("la casa dei russi"), diventerà luogo di incontro di innumerevoli artisti e musicisti di tutto il mondo. Da qui prenderà piede l'arte astratta.

martedì 22 ottobre 2013

La dimensione dell'immaginazione

di Mattia Sangiuliano

Le Voyage dans la lune
La testa pesa, si muove seguendo i sobbalzi del treno che si disincaglia, lentamente, dalla stazione di Stuttgart. Le impalcature e le tettoie di questa maestosa stazione avvolgono i binari in un utero di ferro e cemento che esclude la vista del cielo e della città. Sono stato a Stoccarda per due cambi (andata e ritorno) ma non sono riuscito a vederla. Pazienza.
Dopo pochi istanti si incominciano a scorgere porzioni di cielo notturno, nero ma limpido; nessuna nuvola grava sulla città tedesca ora. Nessuna stella però è visibile in questo cielo; la zona che costeggia la ferrovia regala al viaggiatore una serie di edifici industriali e complessi di uffici che, verticalmente, vanno a grattare il ventre della notte, ma le loro luci (sobrie o colorate che siano, a seconda della pubblicità o dell'effetto che vogliono produrre) nascondono i bagliori stellari in quella che potrebbe essere, a ragion veduta, un'altra dimensione, lontana dalla nostra: inconcepibile nel suo silenzio visivo.
Una flebile luce fa capolino da questi alti palazzoni della capitale del Baden-Württemberg illuminando di lato, appena, le fiancate dei palazzi.
Una luna piena, un cerchio tracciato perfettamente con il più preciso dei compassi si erge, miracolata, su quella distesa di cemento e ferro.