venerdì 19 dicembre 2014

Così diluì Zarathustra.

di Mattia Sangiuliano.

Lessi lo Zarathustra di Nietzsche, per la prima e unica volta, a 18 anni; ero nel periodo che segna il confine tra la maturità e il primo anno universitario, quando presi in mano il volume edito da Fabbri Editore, per la collana I classici del pensiero, con la ferma intenzione di leggerlo proprio quella estate. Incominciai a sbocconcellarne le prime pagine durante la stesura della tesina per l'esame di Stato – rigorosamente in ritardo –, non riuscendo a privarmi del pane quotidiano di un libro da leggere, ma lo ripresi in mano con maggior determinazione nei giorni subito successivi la prova finale e, dunque, a suggello del mio iter nella scuola superiore.


venerdì 12 dicembre 2014

Interstellar e la nostalgia dell'esploratore.

di Mattia Sangiuliano.



La natura dell'esploratore spinge l'uomo a sondare l'ignoto oltre i confini della conoscenza, ad andare oltre i limiti dell'occhio umano e della scienza che lo guida e sorregge. Nulla di trascendentale, la speranza dell'uomo riposta in un “altro” da lui viene negata nel momento in cui sembra materializzarsi la spiegazione ultima; al centro dell'universo viene ricollocato l'uomo e, soprattutto, l'esploratore; il viaggiatore, spinto ai limiti dell'universo conosciuto e oltre, dentro l'ignoto insondabile, è il centro gravitazionale del suo stesso viaggio.

martedì 9 dicembre 2014

Macerie e arte nell'età dell'estremismo.

recensione di Mattia Sangiuliano


L'età dell'estremismo; Marco Belpoliti, Guanda collana Biblioteca della fenice (2014) p.285, 18€.

«Si sbaglierà di rado se si ricondurranno le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura.» (Friedrich Nietzsche; Umano troppo umano)

venerdì 28 novembre 2014

Frida Kahlo e il suo doppio.

Appunti di Mattia Sangiuliano

L'immagine riflessa da uno specchio è una rappresentazione fittizia dell'oggetto, non coincide con esso; allo stesso modo l'immagine riflessa sull'acqua non è una rappresentazione veritiera dell'oggetto che vi si riflette, attraversata com'è da piccole scosse, increspature sulla superficie e sotto di essa. L'immagine che si cerca di fissare è un fremere di riflessi di luce, giochi d'ombra, movimenti che percorrono il pelo dell'acqua. Spesso però, il riflesso, per quanto distorto possa essere, rivela un insieme di dettagli che difficilmente l'occhio nudo sarebbe in grado di cogliere. L'opera di Frida Kahlo, nel tentativo di fissare la propria immagine, è caratterizzata da questo perenne scavo nella materia lavica della sua esistenza, tra vita e presentimento di morte, tra amore e tradimento, il suo perenne dolore e la gioia di essere viva.

venerdì 21 novembre 2014

Un tornado nella mente. #joinparallaxis

di Mattia Sangiuliano

Parallàxis n°0 – a twist in the mind, giugno-luglio 2014, Ekt Edikit, 10€.


Valerio Evangelisti in Alla periferia di Alphaville (l'ancora del Mediterraneo, 2000), scrive che con il termine paraletteratura, si intende “una narrativa parallela a quella definita “alta” (anche perché è mid-cult o peggio), con un proprio mercato, una propria peculiare longevità (di solito molto estesa), un proprio strettissimo rapporto con il pubblico, ma non con tutto il pubblico”.

venerdì 14 novembre 2014

Quel mostro sulle spalle. La solitudine sociale.

di Mattia Sangiuliano

Grigia solitudine - Fabio Boccalon

Una via di fuga, per sottrarsi a qualcosa che non ci piace, che non vogliamo affrontare, qualcosa che ci opprime, ci spaventa, ci condiziona; una punizione verso qualcun altro, una vendetta. Attraverso una selva di immagini e cliché prende corpo il cosiddetto "gesto estremo", il luogo comune, il parto di un immaginario che deve, in qualche maniera, circoscrivere il dramma – una parola talmente sbronza di retorica, da far perdere il contatto con la realtà dell'accaduto.

venerdì 7 novembre 2014

“Raccontare per la storia” di Anna Bravo.
Primo Levi e la Storia maestra per la vita.

recensione di Mattia Sangiuliano

 "Raccontare per la storia, Narrative for the history", Anna Bravo; Giulio Einaudi Editore, per la collana Lezioni Primo Levi, 2014, p.211, €18.


sabato 1 novembre 2014

Rivoluzione Dylan Dog.

di Mattia Sangiuliano.



Se ne è parlato tanto e in tutte le salse: “Dylan Dog cambia faccia”. Un tuffo al cuore per gli appassionati del celebre – quanto unico – indagatore dell'incubo come di quei disillusi che, già da tempo – molto tempo – avevano smarrito quella che era la voglia iniziale di immergersi nelle storie da incubo del don Giovanni londinese, del suo assistente Groucho e dell'ispettore Bloch.

lunedì 27 ottobre 2014

Fanfani 1 – Berlinguer 0. E la sindrome della Leopolda.
Ma c'è davvero di che stupirsi?

di Mattia Sangiuliano

Domenica 26 ottobre, la ministra renziana Maria Elena Boschi ha dichiarato, dagli studi Rai di Fazio, che tra Fanfani e Berlinguer lei preferisce il primo, in quanto aretina.
Sinceramente non mi sono stupito. Giuro. La cosa che mi ha davvero stupito è stata la reazione di una gran quantità di persone che hanno deprecato la scelta della Boschi.
«Preferire Fanfani a Berlinguer?» è la sintesi dello sconcerto che si alza da sinistra verso quel centro-sinistra sempre più democrat in stile smaccatamente americano incarnato da Renzi e dalla sua vestale Boschi. È questo sconcerto serpeggiante tra le fila di persone e militanti radicali, di sinistra, a destare il mio più vivo stupore.
Fanfani e Berlinguer

mercoledì 22 ottobre 2014

Gasparri nella rete.

di Mattia Sangiuliano

Maurizio Gasparri – @gasparripdl per gli amici della rete, meglio se via twitter – è un tipo d'uomo particolare: esponente del centrodestra, filoberlusconiano sino alla nausea, reazionario, conservatore e, questo è l'aspetto che ci interessa, figura pubblica molto attiva su twitter; un querelatore compulsivo che, però, non riesce a sottrarsi alle denunce che il web, gran parte del web, gli muove contro specialmente quando lo ritrova protagonista di una qualche vicenda di attualità, in cui, dalle maglie della rete, un suo tweet riesce a stuzzicare l'opinione pubblica. Quindi la pronta reazione del popolo del medium digitale.

Gasparri nella rete

mercoledì 8 ottobre 2014

Una donna per cui andare al cinema. Forse.

di Mattia Sangiuliano

Sin City, una donna per cui uccidere. Sono andato al cinema conscio del fatto che, molto probabilmente, non avrei trovato ciò che molti si aspettavano, sicuro del fatto che non avrei provato la stessa ebbrezza del primo episodio datato 2005. C'era da aspettarselo in fondo.
La pellicola del secondo episodio sacrifica molto del noir presente nel film di nove anni prima, prevale su tutto un'impronta hard boiled forse più marcata cui fa da sponda un fiume di pulp; è un film d'azione, violento e crudo, in bianco e nero; godibile come tale, così come tutte quelle cose già assaporate che, si sa, non torneranno indietro.
Ava Lord alias Eva Green

martedì 7 ottobre 2014

La purezza della razza nel fascismo di oggi e di ieri.

di Mattia Sangiuliano.

Facevo le superiori quando, un giorno, ritrovai la città tappezzata di manifesti di Forza Nuova. Erano manifesti semplici quanto oggettivamente rivoltanti. Rivoltante come il tema che avevano per oggetto. Rivoltanti quanto la semplificazione disarmante che li sottendeva e li rendeva, agli occhi di molti, "tollerabili". Poche parole lapidarie e un invito politico corredavano l'immagine che, più di tutto, era stata posta al centro del manifesto con il chiaro, e riuscito, intento di essere rivoltante.
Recentemente mi sono imbattuto in manifesti d'epoca che con quelli di FN hanno non pochi punti di contatto. Non stupisce dunque il loro essere risalenti all'epoca del fascismo, sembrano così ripetere, oltre che la stessa tematica la medesima strisciante idea nazionalista tipica del fascismo.

Adunata di balilla

sabato 6 settembre 2014

Traslochi


Dopo oltre un anno di attività, Ululati Solitari finalmente si "sposta"; da oggi il sito è attivo al semplice indirizzo "www.ululatisolitari.com"
Vento di rivoluzione.

martedì 5 agosto 2014

"O Gorizia, tu sei maledetta". L'accusa dei militi senza nome.

di Mattia Sangiuliano

«La mattina del 5 di Agosto
si muovevano le truppe italiane
per Gorizia le terre lontane
e dolente ognun si partì
»
(O Gorizia, tu sei maledetta)

«Da quella bara che riunisce er pianto
de tante madri, un fijio chiam: - Mamma!
E ogni madre risponne: -Fijio santo!

De tanti cori s'è formato un core:
ardeno tutti nella stessa fiamma
strazziati dar medesimo dolore»
(Trilussa)