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venerdì 14 novembre 2014

Quel mostro sulle spalle. La solitudine sociale.

di Mattia Sangiuliano

Grigia solitudine - Fabio Boccalon

Una via di fuga, per sottrarsi a qualcosa che non ci piace, che non vogliamo affrontare, qualcosa che ci opprime, ci spaventa, ci condiziona; una punizione verso qualcun altro, una vendetta. Attraverso una selva di immagini e cliché prende corpo il cosiddetto "gesto estremo", il luogo comune, il parto di un immaginario che deve, in qualche maniera, circoscrivere il dramma – una parola talmente sbronza di retorica, da far perdere il contatto con la realtà dell'accaduto.

mercoledì 22 ottobre 2014

Gasparri nella rete.

di Mattia Sangiuliano

Maurizio Gasparri – @gasparripdl per gli amici della rete, meglio se via twitter – è un tipo d'uomo particolare: esponente del centrodestra, filoberlusconiano sino alla nausea, reazionario, conservatore e, questo è l'aspetto che ci interessa, figura pubblica molto attiva su twitter; un querelatore compulsivo che, però, non riesce a sottrarsi alle denunce che il web, gran parte del web, gli muove contro specialmente quando lo ritrova protagonista di una qualche vicenda di attualità, in cui, dalle maglie della rete, un suo tweet riesce a stuzzicare l'opinione pubblica. Quindi la pronta reazione del popolo del medium digitale.

Gasparri nella rete

lunedì 21 aprile 2014

Futurismo renziano

di Mattia Sangiuliano

Le parole di Renzi fanno riflettere. Che la distinzione destra-sinistra sia stata davvero soppiantata in favore di una più “pratica” opposizione idelogico-programmatica tra ciò che è “veloce” contro qualcos'altro, l'opposizione, che rappresenta il “lento”?
Che la tradizione delle politiche che hanno per oggetto “cose di destra” o “cose di sinistra” debbano davvero ora essere commisurate, successivamente appiattite e, infine, estinte su una posizione che ha per oggetto le “cose veloci” da contrapporre alle “cose lente”, secondo un semplicistico processo che vuole sbarazzarsi di storia e cultura, piegare delle regole, per far avanzare un programma, più che un progetto?



Ma, oltretutto, in base a che principio o manifesto politico-culturale si può stabilire cosa sia veloce e cosa lento? Ma, sopra ogni cosa, è mai possibile una semplificazione del tipo: “veloce è bene” mentre “lento è male”?
Ha ragione il professore veneto, ed ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, nel consigliare, dall'alto del suo magistero culturale e disciplinare, savia attenzione nell'uso della velocità al giovane “allievo”?