venerdì 31 maggio 2013

"L'esercito della libertà"

di Mattia S.


"Stiamo strutturando l’esercito sul territorio nazionale.
Se desideri comandare un reggimento,
impegnarti a gestire gli arruolati della tua zona, a reclutare nuove leve per la causa della difesa di Silvio, a promuovere iniziative e manifestazioni sul tuo territorio e a partecipare attivamente a quelle organizzate a livello centrale,
spedisci una tua foto ed una breve motivazione del perché ami Silvio utilizzando il form qui sotto. Sarai presto contattato dallo staff per essere inserito nel portale.
"

Molte persone che qualche giorno fa hanno letto queste parole si sono messe a ridere. Alcuni hanno pensato ad uno scherzo. Tutte queste ignare persone si sono dovute presto ricredere. Nessuno scherzo, niente candid camera, nessun reality show a sfondo politico; non è saltata fuori nessuna Barbara D'Urso, come un coniglio da un cappello a cilindro, dicendo: “a me sta a cuore”; non è volato nessun tapiro d'oro con tanto di ovazioni pre-registrate. Niente. Solo lo sgomento di molti e la perplessità dei più, di fronte a un sito internet azzurro, estremamente sobrio, semplice per quanto politicamente sopra le righe, con la faccia sorridente di Silvio Berlusconi in primo piano con tanto braccia allargate, nel suo consueto gesto di dispensare una benedizioni o di accogliere un applauso dal pubblico, mentre alle sue spalle campeggia un significativo sfondo mimetico cromaticamente riecheggiante i colori della sua forza politica, sottolineando il carattere politico di un sito, fondato su una tematica paramilitare.

mercoledì 29 maggio 2013

Una questione di metodo

di Mattia S.

“Rosa, rosae, rosae...” il professore, chiuso nel suo studio, corregge la grammatica dei suoi studenti. Declinazione dopo declinazione una luce inonda lentamente la stanza sino a poco prima immersa in un grigiore temporalesco. I raggi illuminano fogli rigorosamente impilati e ordinati sulla scrivania in stile Impero del maestro.
Procedendo nella correzione la penna rossa che stringe in mano scorre sul foglio, seguendo le evoluzioni della bic nera dello studente che ha originariamente impresso la propria calligrafia su quelle carte. In questo procedimento il maestro segna qua e là gli errori dello studente: una croce sopra una lettera di troppo accanto a quel dittongo, aggiungendo una “i” in meno in quello iato e così via, provvedendo a collegare con un trattino rosso ogni impropria separazione che trascura la funzione delle enclitiche.

lunedì 27 maggio 2013

Asfodeli di Sergio Corazzini

commento e analisi di Mattia S.

Madonna, se il cuore v'offersi,
il cuore giovine e scarlatto,
e se voi, con un magnifico atto,
lo accettaste insieme a' miei versi 
di fanciullo poeta, e se voi
con l'olio del vostro amore
teneste vivo il suo splendore
e lo appagaste de' suoi 
capricci assiduamente,
perché ieri lo faceste
sanguinare, lo faceste
lagrimare dolorosamente? 
Tutte le sue gocce rosse
caddero a terra, mute,
e poi che furono cadute
il cuore più non si mosse 
e come per incantamento
in ognuna fiorì un asfodelo,
il triste giglio del cielo
de l'eterno ammonimento.
                                           (da Dolcezze; 1904)

mercoledì 22 maggio 2013

"Il sonno della ragione". Omofobia e negazionismo.

di Mattia S.

"Il sonno della ragione genera mostri", disse il pittore spagnolo Francisco Goya.

È questa l'unica frase che mi rimbomba nella testa da quando ho saputo del gesto estremo dello storico francese Dominique Venner che alle 16:00 del 21 maggio, si è suicidato nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi puntandosi contro una pistola.
Un gesto scioccante, "mai nessuno si era ucciso all'interno della chiesa" non mancano di sottolineare quotidiani e siti di tutta Europa, riprendendo le parole del monsignor Patrick Jacquin. Un gesto reso ancor più sconvolgente proprio dall'aggravante del movente.
Lo storico francese si sarebbe tolto la vita per protestare contro la "mariage por tous" della legislazione del governo del socialista Hollande, recentemente rea, di aver equiparato il diritto di matrimonio e di adozione fra coppie etero e omosessuali.
Lo stesso Venner, qualche ora prima di compiere il gesto estremo, aveva scritto sul suo blog: «Serviranno certamente gesti nuovi, spettacolari e simbolici per scuotere i sonnolenti, le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini».
Nel suo gesto, e nella condizione sociale attuale, riecheggia la famosa frase dello spagnolo Goya.

venerdì 10 maggio 2013

"Noi stiamo con Kyenge"

di Mattia S.

IUS SOLI o IUS SANGUINIS?

Il dilemma riguardante il tema della cittadinanza torna alla ribalta; dopo le votazioni per le politiche, dopo l'elezione (bis) del Presidente della Repubblica, l'ascesa di Enrico Letta al ruolo di Premier e la rapida quanto travolgente formazione della squadra di governo, verso la quale, per altro, non sono mancate critiche o perlomeno perplessità. IUS SOLI o IUS SANGUINIS?

A riaprire la questione è stata Cécile Kyenge (foto a lato), politica italiana medico e chirurgo, di origine congolese, eletta come deputato del PD il 25 febbraio scorso e, dal 28 aprile, ministro dell'integrazione nel governo Letta. Primo ministro di colore, o nero, come lei stessa preferisce definirsi, che appena eletta ha deposto una proposta di legge (firmata da Bersani e da Speranza) per l'adozione dello IUS SOLI, da parte dello stato italiano.

lunedì 6 maggio 2013

Disamina sul topos dell'osteria ne "il franco cacciatore" di Giorgio Caproni (parte 3 di 3)

(continua da 2 di 3)

di Mattia S.

La nottola è un animale notturno, una specie di pipistrello diffusa su tutta la penisola italiana, si ripresenta in apertura della sezione successiva: "PONTE NERO", dando il nome al primo componimento, quasi a voler gettare un collegamento fra le due sezioni della raccolta:
Ero solo. Andavo.
Seguivo una buia viottola.
Mi batteva il cuore. Ascoltavo
(non c'era altra voce) la nottola.

giovedì 2 maggio 2013

La necrofilia si tinge di "giallo".

di Mattia S.

L'informazione della cronaca nera gode, cibandosene, di tutte quelle disgrazie che hanno luogo (per la maggior parte) sul territorio nazionale e (in minor parte) all'estero. È un mostro che con il tempo è divenuto sempre più scaltro, mimetizzandosi nei palinsesti televisivi e sulle prime pagine dei quotidiani nazionali o di provincia, dapprima come piccolo specchietto, poi divenendo via via il fulcro dell'informazione grazie a immagini sempre più grandi, dettagliate e particolareggiate.
La parola informazione, in questo caso specifico, risulta essere un paradosso linguistico, frutto di un corto circuito terminologico, eppure molte persone apprezzano e seguono con viva apprensione quel tipo di spettacolo che telegiornali e appositi programmi dedicano ai fatti più macabri e sanguinolenti.

mercoledì 1 maggio 2013

Nuovo inizio

di Mattia S.

-Hai preso tutto Samu?
-Si, Mà
-Anche il violino?
-Ce l'ho in mano, e poi vado su per questo!
-Certo, certo; mi raccomando però: stai attento su. Poi ti chiamo appena arrivi. Il caricabatterie lo hai preso?
-Si Mà, è in valigia
La madre abbraccia Samuele e, nonostante le rassicurazioni del figlio gli tira su, fino al mento, la lampo del giubbotto. Come si gira, dopo qualche altra materna raccomandazione, il figlio sospira, sorridendo, e si abbassa di una spanna la zip della giacca. Alla fermata dell'autobus ci sono praticamente tutti: dai genitori di Samuele, ai ragazzi del pub Highlander: la gioventù bruciata, come dicono gli anziani del quartiere, quelli che giocano a briscola nei baretti della zona. I ragazzi parlano tutti tra loro e alcuni rumoreggiano spintonandosi e intonando qualche coretto da stadio diretti da Marco che, per farsi vedere meglio dai coristi improvvisati, è salito in piedi su una panchina.

lunedì 29 aprile 2013

Disamina sul topos dell'osteria ne "il franco cacciatore" di Giorgio Caproni (parte 2 di 3)

(continua da 1 di 3)

di Mattia S.

In quel viaggio che simboleggia la ricerca gnoseologica di Caproni, l'osteria diviene il luogo in cui cercare riposo e ristoro per "le ossa a pezzi", come dice nella poesia "L'ultimo borgo". Nello stesso componimento si può leggere la tematica della "frontiera" che, se in Antefatto veniva declinata con "al limite della foresta", intesa sempre come confine, ora la si può leggere nella sua valenza politica; la frontiera è quel luogo, quella "striscia di terra" (per parafrasare Ungaretti) di nessuno, un ritaglio di terreno, una linea immaginaria, più che fisica, simbolo del traguardo, o ancor peggio, di una tappa; nonostante sia l'obbiettivo non risulta essere che mèta illusoria e vana, resa ancor più evanescente dalle asperità: "la strada/ era stata lunga", "i sassi" che ostacolano, "le crepe dell'asfalto", "i ponti più d'una volta rotti e barcollanti", elementi che rendono ancor più lontana la frontiera, nel momento della riflessione all'interno dell'osteria, nonostante il confine sia soltanto al di là di "un tratto" di terra.

giovedì 25 aprile 2013

Scarpe rotte eppur bisogna andar

di Mattia S.

È giusto festeggiare la liberazione? Domanda retorica questa ma mai, come in questi giorni, scontata e superficiale. Con il passare del tempo e degli anni, sembra di essere stati risucchiati in un gorgo ideologico fatto di retorica asfittica e, in quest'ultimo periodo, di anti-retorica (ovvero una retorica che vuole semplicemente imitare e reinventare, scimmiottando, quella vigente), all'insegna dell'oppositivo non-negativo di una contestazione dello status quo che, come in una struttura dal sapore barocco, si avvita su se stessa in una contrapposizione di elementi antitetici, spesso di cattivo gusto, messi li solo per "generare" quel dato effetto voluto e pilotato.
Se da un lato, l'abitudine a 'subire' determinati costumi ha svilito le manifestazioni dando molto credito a chi addita la faziosità di queste, o il mero elemento folkloristico, dall'altro si è riuscito a mantenere vivo un ideale comune che come un filo rosso attraversa tutta la storia repubblicana, sfidando le opposizioni e le contrapposizioni ideologiche.

mercoledì 24 aprile 2013

Il duro lavoro dell'assessore

di Mattia S.

"Il malvivente 'Flipper' Romoviz a piede libero. Procedono le indagini degli inquirenti mentre lo scandalo getta nel caos il penitenziario di Montacuto, edificato a pochi chilometri dai sobborghi della cittadina portuale di Ancona. Indagini a tutto campo e più di un richiamo ai tutori della legge che non sono riusciti a impedire l'evasione del recidivo violento, stupratore e pluriomicida, conosciuto con il soprannome di 'Flipper'. Le indagini procedono a ritmo serrato; le unità cinofile hanno setacciato in lungo e in largo la zona del carcere alle pendici del monte. L'ipotesi di una fuga via mare o di una presunta caduta è stata subito esclusa dagli inquirenti che stanno seguendo la pista di un possibile complice che possa aver fornito l'aiuto e..."

lunedì 22 aprile 2013

Disamina sul topos dell'osteria ne "il franco cacciatore" di Giorgio Caproni (parte 1 di 3)

di Mattia S.

L'osteria, in Caproni (già trattato qui), è il luogo di partenza di quel viaggio che l'Io lirico del poeta compie alla ricerca di Dio e, non a caso, è il punto di avvio dell'Antefatto che apre la raccolta poetica intitolata "Il franco cacciatore" (1973-1982):
Sedetti fuor dell'osteria,
al limite della foresta.
Aspettai invano. Ore e ore.
Nessun predace in cresta
apparve della malinconia.
Aspettai ancora. Altre ore.
Pensai, in straziata allegria,
al colpo fulminante
del franco cacciatore.

venerdì 19 aprile 2013

La piaga degli "esodati". Senza Mosè e senza manne.

di Mattia S.

Questi sono i nomi dei figli d'Israele che vennero in Egitto. essi ci vennero con Giacobbe, ciascuno con la sua famiglia.
Emblematiche le parole che aprono l'Esodo, il secondo libro della Bibbia, in cui prosegue il racconto della Genesi: la discendenza scelta è diventata un popolo che, in Egitto, vive in schiavitù. La schiavitù di un popolo che non può opporsi al tragico destino che lo costringe a vivere in catene, sotto la volontà di un tiranno, che diviene legge.

mercoledì 17 aprile 2013

Un appuntamento

di Mattia S.

Uscendo di casa il sole quasi acceca Samuele che è costretto a portarsi la mano sugli occhi per schermarsi dalla luce. Nonostante l'autunno sia bello che incominciato, il bel tempo tiene; sembra quasi di essere in primavera, in una di quelle giornate di tardo aprile con i loro boccioli variopinti che anticipano le infiorescenze, preannunciando una torrida estate. Ma, come può notare Samuele, nonostante il caldo, gli alberi del quartiere stanno perdendo le foglie, unico dato tangibile della stagione che avanza.