Causa del mio soggiorno presso l'università tedesca di Augsburg, nella Baviera, non sono riuscito a gestire regolarmente la piattaforma di Ululati Solitari come mi ero programmato di fare prima della mia partenza. Causa la scarsità di tempo e, soprattutto per colpa dello spirito, risentendo di questo cambiamento, non ho concesso che poco tempo a queste pagine digitali, su cui sto scrivendo ora dopo dieci giorni di silenzio.
A ragion veduta non posso, invero, dire di aver abbandonato il web. Difatti l'esperienza del blog interamente dedicato alla mia esperienza tedesca ha conosciuto un soddisfacente salto in avanti, in relazione al radicarsi di questa nuova propettiva, portando a un crescendo di visualizzazioni e di consensi il mio secondo blog: Ululando in Germania, aggiornato pressocché quotidianamente dalla fine del mese di ottobre, con una notevole varietà di materiale testuale, di foto e di spunti di riflessione; tutte cose che scaturiscono dal confronto tra due mondi così apparentemente lontani: quello tedesco e quello italiano.
venerdì 15 novembre 2013
martedì 5 novembre 2013
Corrado Passera e la retorica del "vadodestrismo"
di Mattia Sangiuliano
Dall'emblematico e paradigmatico caso di Metteo Renzi che continua a scagliare imperterrito le sue frecce del parto, sino al recente caso del Ministro Passera, accolto da Lerner (qui) con accenti ironici nella destra omaggiandogli un benvenuto con chiaro riferimento a quanto comparso, meno di un'ora prima, sulle pagine del quotidiano nazionale "Il Giornale" (qui).
Come per il "caso Renzi" anche qua, la retorica e le pagine (digitali o cartacee) si riempiono di citazioni, riferimenti, rimandi, critiche e, raramente, qualche sporadica ammirazione.
Un vorticare di opinioni e costruzioni, di parole che vogliono riempire il vuoto del "non-detto" bilanciando tendenze e umori.
Dall'emblematico e paradigmatico caso di Metteo Renzi che continua a scagliare imperterrito le sue frecce del parto, sino al recente caso del Ministro Passera, accolto da Lerner (qui) con accenti ironici nella destra omaggiandogli un benvenuto con chiaro riferimento a quanto comparso, meno di un'ora prima, sulle pagine del quotidiano nazionale "Il Giornale" (qui).
Come per il "caso Renzi" anche qua, la retorica e le pagine (digitali o cartacee) si riempiono di citazioni, riferimenti, rimandi, critiche e, raramente, qualche sporadica ammirazione.
Un vorticare di opinioni e costruzioni, di parole che vogliono riempire il vuoto del "non-detto" bilanciando tendenze e umori.
domenica 3 novembre 2013
L'uomo con un bersaglio dietro la schiena
di Mattia Sangiuliano
Sono stupito e, lo ammetto, divertito da quanto sia bersagliata la pagina internet del giornalista Gad Lerner, da parte di troll o, più semplicemente, facinorosi del web che si divertono a creare confusione celandosi dietro a quel beneplacito mimetismo che sa donare la fisionomia dell'anonimato da nickname capace di assicurare il riserbo riguardo l'identità della persona.
Il conduttore dell'Infedele, trasmissione di attualità e cultura -che ne dicano gli oppositori- in onda sulla rete La7, diviene letteralmente un bersaglio mobile all'interno della rete. Non appena pubblica qualcosa, magari commentando tematiche di attualità o di politica, viene subito colto da un fiume di critiche digitali, attacchi verbali che vanno dalla semplice contestazione del suo pensiero alla decontestualizzazione delle cose scritte citando articoli anteriori, passando per la più becera offesa personale.
Sono stupito e, lo ammetto, divertito da quanto sia bersagliata la pagina internet del giornalista Gad Lerner, da parte di troll o, più semplicemente, facinorosi del web che si divertono a creare confusione celandosi dietro a quel beneplacito mimetismo che sa donare la fisionomia dell'anonimato da nickname capace di assicurare il riserbo riguardo l'identità della persona.
Il conduttore dell'Infedele, trasmissione di attualità e cultura -che ne dicano gli oppositori- in onda sulla rete La7, diviene letteralmente un bersaglio mobile all'interno della rete. Non appena pubblica qualcosa, magari commentando tematiche di attualità o di politica, viene subito colto da un fiume di critiche digitali, attacchi verbali che vanno dalla semplice contestazione del suo pensiero alla decontestualizzazione delle cose scritte citando articoli anteriori, passando per la più becera offesa personale.
martedì 29 ottobre 2013
Tutto il mondo è paese
di Mattia Sangiuliano
La Germania è avvolta da un alone di mistero, e di ammirazione quasi esoterica, soprattutto in questi tempi di crisi in cui tutta l'Europa sembra vacillare sotto i colpi delle agenzie di rating statunitensi, dei debiti contratti dalle amministrazioni e madre di un impero di disoccupati, rigettati da un mondo del lavoro oramai ripiegato su se stesso, in una crisi che si autoalimenta di promesse e di spettri. Più ci si sposta verso il sud dell'Europa e più la situazione sembra drammatica.
La Germania, fredda terra misteriosa, viene accarezzata con desiderio da molti occhi; meta di pellegrinaggi di lavoratori partiti in cerca di fortuna, non ha visto mai sopire quella scintilla di speranza che l'ha illuminata per molto tempo, sorta di trasposizione europea di quel mito americano del millennio scorso.
Da nord a sud molti italiani l'hanno eletta a meta del loro peregrinare e della loro fuga, portando così una grande concentrazione di emigrati italiani nella regione più ricca dell'intera Germania: la Baviera.
La Germania è avvolta da un alone di mistero, e di ammirazione quasi esoterica, soprattutto in questi tempi di crisi in cui tutta l'Europa sembra vacillare sotto i colpi delle agenzie di rating statunitensi, dei debiti contratti dalle amministrazioni e madre di un impero di disoccupati, rigettati da un mondo del lavoro oramai ripiegato su se stesso, in una crisi che si autoalimenta di promesse e di spettri. Più ci si sposta verso il sud dell'Europa e più la situazione sembra drammatica.
La Germania, fredda terra misteriosa, viene accarezzata con desiderio da molti occhi; meta di pellegrinaggi di lavoratori partiti in cerca di fortuna, non ha visto mai sopire quella scintilla di speranza che l'ha illuminata per molto tempo, sorta di trasposizione europea di quel mito americano del millennio scorso.
Da nord a sud molti italiani l'hanno eletta a meta del loro peregrinare e della loro fuga, portando così una grande concentrazione di emigrati italiani nella regione più ricca dell'intera Germania: la Baviera.
domenica 27 ottobre 2013
Addio Lou Reed
di Mattia Sangiuliano
Velvet Underground & Nico: il più bell'album della storia del rock che abbia mai ascoltato.
Lontano da casa, lontano dal vinile dei Velvet e dal vecchio giradischi impolverato, l'altro giorno, mosso da un desiderio di riabbracciare quelle canzoni, quella voce graffiante e quella musica così lontana, per certi versi dal suo stesso tempo, sono andato a ripescare proprio quell'album del 1967 da deezer.
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| Lou Reed (1941-2013) |
Lontano da casa, lontano dal vinile dei Velvet e dal vecchio giradischi impolverato, l'altro giorno, mosso da un desiderio di riabbracciare quelle canzoni, quella voce graffiante e quella musica così lontana, per certi versi dal suo stesso tempo, sono andato a ripescare proprio quell'album del 1967 da deezer.
martedì 22 ottobre 2013
La dimensione dell'immaginazione
di Mattia Sangiuliano
La testa pesa, si muove seguendo i sobbalzi del treno che si disincaglia, lentamente, dalla stazione di Stuttgart. Le impalcature e le tettoie di questa maestosa stazione avvolgono i binari in un utero di ferro e cemento che esclude la vista del cielo e della città. Sono stato a Stoccarda per due cambi (andata e ritorno) ma non sono riuscito a vederla. Pazienza.
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| Le Voyage dans la lune |
Dopo pochi istanti si incominciano a scorgere porzioni di cielo notturno, nero ma limpido; nessuna nuvola grava sulla città tedesca ora. Nessuna stella però è visibile in questo cielo; la zona che costeggia la ferrovia regala al viaggiatore una serie di edifici industriali e complessi di uffici che, verticalmente, vanno a grattare il ventre della notte, ma le loro luci (sobrie o colorate che siano, a seconda della pubblicità o dell'effetto che vogliono produrre) nascondono i bagliori stellari in quella che potrebbe essere, a ragion veduta, un'altra dimensione, lontana dalla nostra: inconcepibile nel suo silenzio visivo.
Una flebile luce fa capolino da questi alti palazzoni della capitale del Baden-Württemberg illuminando di lato, appena, le fiancate dei palazzi.
Una luna piena, un cerchio tracciato perfettamente con il più preciso dei compassi si erge, miracolata, su quella distesa di cemento e ferro.
mercoledì 16 ottobre 2013
Una punizione per Priebke
di Mattia Sangiuliano
Il 16 ottobre 1943 avvenne il rastrellamento, da parte di soldati nazisti, del ghetto di Roma. 1.259 le vittime ebree che furono colpite dalla rappresaglia della Gestapo e deportate lontano dalle loro case e dai loro cari.
Oggi cadono i settantanni di questa atrocità. La comunità ebraica di roma si appresta a celebrare la ricorrenza e la memoria di questo evento mentre la salma di Erich Priebke, ex ufficiale nazista deceduto l'11 ottobre scorso, è stata trasportata all'aeroporto militare romano nella notte dopo essere stata bloccata sino a tarda sera allo scalo di Albano Laziale, per via degli scontri che si erano verificati tra manifestanti di destra e di sinistra.
venerdì 11 ottobre 2013
L'eredità di Priebke
di Mattia Sangiuliano
Erich Priebke è morto. Forse questa sarà solo un'altra voce nel fiume delle notizie e delle facili ricondivisioni da social network, sarà inascoltata, disprezzata, usata, criticata e messa da parte.
Esattamente come quel vecchio carceriere nazista che qualche tempo fa compì cento anni, un secolo, balzando ai disonori della cronaca, rievocato in settima pagina da qualche giornale, in qualche specchietto, con vecchie foto "d'epoca" che lo raffiguravano dieci anni prima quando si era fatto vedere per il suo novantesimo anniversario di nascita; un uomo subito accantonato per lasciare i riflettori della cronaca con il silenzio della sua voce, silenzio colmato da qualche strascicata parola dell'avvocato della difesa.
Erich Priebke è morto. Forse questa sarà solo un'altra voce nel fiume delle notizie e delle facili ricondivisioni da social network, sarà inascoltata, disprezzata, usata, criticata e messa da parte.
Esattamente come quel vecchio carceriere nazista che qualche tempo fa compì cento anni, un secolo, balzando ai disonori della cronaca, rievocato in settima pagina da qualche giornale, in qualche specchietto, con vecchie foto "d'epoca" che lo raffiguravano dieci anni prima quando si era fatto vedere per il suo novantesimo anniversario di nascita; un uomo subito accantonato per lasciare i riflettori della cronaca con il silenzio della sua voce, silenzio colmato da qualche strascicata parola dell'avvocato della difesa.
venerdì 27 settembre 2013
Abbreviazioni e società. Quando i supporti vincolano la lingua.
di Mattia Sangiuliano
Il lavoro del filologo consiste nello studiare antichi testi, solitamente copie di manoscritti nella maggior parte dei casi andati perduti o, molto più verosimilmente, distrutti; è un individuo che opera a stretto contatto con un materiale linguistico ed una materia storica; è un restauratore. Le tecniche filologiche vogliono riportare antichi testi al loro originario valore, depurandoli da errori che si sono depositato nel loro contenuto dopo secoli di copiature e di male interpretazioni che li hanno colpiti.
Il filologo deve vedersela con un complesso sistema di abitudini linguistiche e scrittorie per certi versi diverse da quelle contemporanee. Prassi invalsa, nei contesti di copiatura amanuense, quella di ricorrere ad apposite abbreviazioni rigidamente consolidate per evitare lunghe ripetizioni dunque il sacrificio di un preziosissimo materiale: la carta, prima pergamena di papiro, poi carta vera e propria diffusasi dall'oriente, luogo da cui venne importata succesivamente in tutta l'Europa in epoca medievale.
Il lavoro del filologo consiste nello studiare antichi testi, solitamente copie di manoscritti nella maggior parte dei casi andati perduti o, molto più verosimilmente, distrutti; è un individuo che opera a stretto contatto con un materiale linguistico ed una materia storica; è un restauratore. Le tecniche filologiche vogliono riportare antichi testi al loro originario valore, depurandoli da errori che si sono depositato nel loro contenuto dopo secoli di copiature e di male interpretazioni che li hanno colpiti.
Il filologo deve vedersela con un complesso sistema di abitudini linguistiche e scrittorie per certi versi diverse da quelle contemporanee. Prassi invalsa, nei contesti di copiatura amanuense, quella di ricorrere ad apposite abbreviazioni rigidamente consolidate per evitare lunghe ripetizioni dunque il sacrificio di un preziosissimo materiale: la carta, prima pergamena di papiro, poi carta vera e propria diffusasi dall'oriente, luogo da cui venne importata succesivamente in tutta l'Europa in epoca medievale.
mercoledì 25 settembre 2013
1000 lire (e 100 pagine) possono bastare
di Mattia Sangiuliano
Crisi, carrelli vuoti e strategie per tirare la cinghia. Ma agli amanti della letteratura, sacrificare un libro, costa molti sacrifici. Molte famiglie rinunciano già alla qualità del cibo per una passeggiata in qualche store della apple ma, i libri in meno sullo scaffale, sono una decisione sofferta, un qualcosa di drammaticamente intimo e personale.
Ci pensa la newton e compton a non far sacrificare il piacere della lettura con la collana "LIVE", vera e propria manovra anticrisi che, nel giro di un semestre si è collocata a pieno titolo tra gli scaffali di tutte le librerie o vicino alle casse dei supermercati segnando la rivincita del genere letterario in mezzo al marasma delle riviste di sport, quotidiani e calendari di qualche ex velina.
0,99: la magica cifra che, seguita dal simbolo dell'euro, segna il prezzo di ognuno di questi libri ristampati ed esposti a pochi passi dalle edizioni delle grandi case editrici, in netta (e scorretta) concorrenza.
Dagli autori latini, da Seneca a Cicerone, da Pirandello a Nietzsche con l'Anticristo che fa gola ai lettori più temerari; seguono i grandi classici di Freud che ammiccano al Candido di Voltare, pochi centimetri a sinistra sotto la copertina del Grande Gatsby di Fitzsgerald; il tutto collocato sugli espositori cartonati interamente dedicati alla collana della casa editrice compton.
Crisi, carrelli vuoti e strategie per tirare la cinghia. Ma agli amanti della letteratura, sacrificare un libro, costa molti sacrifici. Molte famiglie rinunciano già alla qualità del cibo per una passeggiata in qualche store della apple ma, i libri in meno sullo scaffale, sono una decisione sofferta, un qualcosa di drammaticamente intimo e personale.
Ci pensa la newton e compton a non far sacrificare il piacere della lettura con la collana "LIVE", vera e propria manovra anticrisi che, nel giro di un semestre si è collocata a pieno titolo tra gli scaffali di tutte le librerie o vicino alle casse dei supermercati segnando la rivincita del genere letterario in mezzo al marasma delle riviste di sport, quotidiani e calendari di qualche ex velina.
0,99: la magica cifra che, seguita dal simbolo dell'euro, segna il prezzo di ognuno di questi libri ristampati ed esposti a pochi passi dalle edizioni delle grandi case editrici, in netta (e scorretta) concorrenza.
Dagli autori latini, da Seneca a Cicerone, da Pirandello a Nietzsche con l'Anticristo che fa gola ai lettori più temerari; seguono i grandi classici di Freud che ammiccano al Candido di Voltare, pochi centimetri a sinistra sotto la copertina del Grande Gatsby di Fitzsgerald; il tutto collocato sugli espositori cartonati interamente dedicati alla collana della casa editrice compton.
lunedì 23 settembre 2013
In 'medium' stat virtus
di Mattia Sangiuliano
"La virtù sta nel medium", apportando qualche modifica alla locuzione latina originale si può rappresentare quella che è la sintesi della politica e della propaganda odierna che viene veicolata da molti organi di informazione e di partito.
Con lo scoppio dell'utilizzo di massa dei social per finalità di varia natura comunicativa, non è più la misura della medietà ad essere la virtù ma l'eccesso di promesse e di presenta indipendenza del medium, del mezzo, che deve veicolare l'informazione e le opinioni.
All'interno del sistema lingua si possono distinguere delle varietà (diafasica, diamesica, diatopica, diastratica) che condizionano la forma e la lingua stessa del testo prodotto.
La varietà diamesica è condizionata dal tipo di mezzo utilizzato. Il supporto qualunque esso sia, rete compresa, per sua natura, condiziona il messaggio, è anzitutto un filtro che per certi versi limita la comunicazione di un determinato contenuto mentre, sul versante dell'effetto, amplifica la risonanza del messaggio, in primo luogo grazie all'ampia possibilità di condividere prodotti in un mondo liquido.
Come questo sarà, già l’abbiamo detto, ma in più sarà chiaro anche in questo modo: se considereremo di che specie è la natura della virtù.
Aristotele
Con lo scoppio dell'utilizzo di massa dei social per finalità di varia natura comunicativa, non è più la misura della medietà ad essere la virtù ma l'eccesso di promesse e di presenta indipendenza del medium, del mezzo, che deve veicolare l'informazione e le opinioni.
All'interno del sistema lingua si possono distinguere delle varietà (diafasica, diamesica, diatopica, diastratica) che condizionano la forma e la lingua stessa del testo prodotto.
La varietà diamesica è condizionata dal tipo di mezzo utilizzato. Il supporto qualunque esso sia, rete compresa, per sua natura, condiziona il messaggio, è anzitutto un filtro che per certi versi limita la comunicazione di un determinato contenuto mentre, sul versante dell'effetto, amplifica la risonanza del messaggio, in primo luogo grazie all'ampia possibilità di condividere prodotti in un mondo liquido.
sabato 21 settembre 2013
Noia e aeroporti
di Mattia Sangiuliano
Passione per la riproducibilità asfittica, uno spazio chiuso in cui far annegare la noia, uno schema che si riproduce puntata dopo puntata, edizione dopo edizione per ogni programma del palinsesto. Ecco la ricetta per un programma qualsiasi da servire al grande pubblico dei fan del digitale terrestre; il tutto, guarda caso, made in USA filtrato dalla rete D-MAX.
Emblematico l'esempio del programma simil-reality "Airport security": una sorta di pseudo show che riprende la routine di vari aeroporti con la preferenza di quelli australiani, e delle attività di quelle figure che lavorano al suo interno e che devono mantenere la sicurezza evitando l'introduzione di animali, merce di contrabbando, soldi non dichiarati e varie specie di alimenti che possono minacciare l'economia dell'isola.
Passione per la riproducibilità asfittica, uno spazio chiuso in cui far annegare la noia, uno schema che si riproduce puntata dopo puntata, edizione dopo edizione per ogni programma del palinsesto. Ecco la ricetta per un programma qualsiasi da servire al grande pubblico dei fan del digitale terrestre; il tutto, guarda caso, made in USA filtrato dalla rete D-MAX.
Emblematico l'esempio del programma simil-reality "Airport security": una sorta di pseudo show che riprende la routine di vari aeroporti con la preferenza di quelli australiani, e delle attività di quelle figure che lavorano al suo interno e che devono mantenere la sicurezza evitando l'introduzione di animali, merce di contrabbando, soldi non dichiarati e varie specie di alimenti che possono minacciare l'economia dell'isola.
martedì 17 settembre 2013
"Ululando in Germania" è operativo e on line
Da ieri, 16/09/2013, è divenuto operativo il blog "Ululando in Germania", uno spazio digitale interamente dedicato all'esperienza ERASMUS di Mattia Sangiuliano.
sabato 7 settembre 2013
A digiuno di coerenza
di Mattia Sangiuliano
Un falso lapalissiano? Una svista contrattuale? La tematica del "non sapevo", "non conoscevo", "non ero al corrente"?
La storia italiana è piena di tante piccole incoerenze, sempre giustificate da un'ignoranza che pende come un maglio sul capo di imputati che, pronti a giustificarsi, si fanno scudo dall'abusato "sono una vittima" o, peggio, "mica posso sapere tutto".
Certo non è il caso kazako, e in mezzo non c'è il sempre ignaro e candido Alfano, l'immacolato pupillo del governo Letta, il simbolo di quel matrimonio di riappacificazione che stringe timidamente la mano alla politica (e all'impresa) del primo ministro. Non fosse che il caso in questione intreccia (ancora una volta) la triade capitolina di politica, religione, informazione.
Un falso lapalissiano? Una svista contrattuale? La tematica del "non sapevo", "non conoscevo", "non ero al corrente"?
La storia italiana è piena di tante piccole incoerenze, sempre giustificate da un'ignoranza che pende come un maglio sul capo di imputati che, pronti a giustificarsi, si fanno scudo dall'abusato "sono una vittima" o, peggio, "mica posso sapere tutto".
Certo non è il caso kazako, e in mezzo non c'è il sempre ignaro e candido Alfano, l'immacolato pupillo del governo Letta, il simbolo di quel matrimonio di riappacificazione che stringe timidamente la mano alla politica (e all'impresa) del primo ministro. Non fosse che il caso in questione intreccia (ancora una volta) la triade capitolina di politica, religione, informazione.
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