recensione di Mattia
Sangiuliano

La perfetta linea di tiro
del colpo sparato da Recchioni con quel proiettile innescato da
“Spazio profondo”, albo 337, (inaugurante un punto di vista
tutt'altro che banale o secondario, accennato dallo stesso Recchioni
nell'editoriale del mese, a inizio albo), centra il bersaglio in
questo albo di DD mandando in schegge il nostro eroe; una
traiettoria, quella del colpo sparato dal curatore, che ha
attraversato tutti i numeri sino ad ora pubblicati in questa nuova
fase editoriale dell'indagatore dell'incubo, aprendo nuovi passaggi,
esplorando altri abissi, sino ad arrivare a scavare, in questo albo,
un lato inesplorato dell'indagatore dell'incubo; riuscitissimo colpo
di quel Recchioni contestato aspramente ma alla fine grossomodo
sempre più apprezzato – o per lo meno tollerato – da quello che
si può leggere qua e la sulla rete; resistono sacche di pochi
nostalgici di non si sa quale vecchio imprecisato regime di DD –
forse di un filone talmente fedele all'Indagatore, da non avere uno
smartphone o un pc (sda – sarcasmo dell'autore) – e che
invariabilmente non apprezzano neppure una virgola del nuovo corso di
DD.