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martedì 28 luglio 2015

Dylan Dog n° 346: "...e cenere tornerai"

recensione di Mattia Sangiuliano


La perfetta linea di tiro del colpo sparato da Recchioni con quel proiettile innescato da “Spazio profondo”, albo 337, (inaugurante un punto di vista tutt'altro che banale o secondario, accennato dallo stesso Recchioni nell'editoriale del mese, a inizio albo), centra il bersaglio in questo albo di DD mandando in schegge il nostro eroe; una traiettoria, quella del colpo sparato dal curatore, che ha attraversato tutti i numeri sino ad ora pubblicati in questa nuova fase editoriale dell'indagatore dell'incubo, aprendo nuovi passaggi, esplorando altri abissi, sino ad arrivare a scavare, in questo albo, un lato inesplorato dell'indagatore dell'incubo; riuscitissimo colpo di quel Recchioni contestato aspramente ma alla fine grossomodo sempre più apprezzato – o per lo meno tollerato – da quello che si può leggere qua e la sulla rete; resistono sacche di pochi nostalgici di non si sa quale vecchio imprecisato regime di DD – forse di un filone talmente fedele all'Indagatore, da non avere uno smartphone o un pc (sda – sarcasmo dell'autore) – e che invariabilmente non apprezzano neppure una virgola del nuovo corso di DD.