mercoledì 10 aprile 2013

Il cacciatore

di Mattia S.


Un "Bang" rimbomba per i vicoli deserti, nel primo pomeriggio primaverile. Un ragazzino insegue saltellando il suo stesso eco nascondendosi, dopo ogni sparo, dietro i bidoni della nettezza urbana o dietro a una macchina parcheggiata.
-Arrenditi delinquente!- sibila a denti stretti, -sei circondato!- E saltando fuori all'improvviso dal suo nascondiglio, spara con l'indice della mano destra mentre, con la mano sinistra, si sposta i capelli umidi di sudore dalla fronte arrossata per il calore e per la frenesia del gioco.
La sparatoria prosegue nella sua rievocazione filmica, e mentre il pollice si abbassa sulla mano rievocando il grilletto di una rivoltella e le guance si gonfiano per riprodurre il suono di una raffica di pallottole, una parte della sua mente può abbandonare il gioco e lo stesso quartiere che sta ospitando lo scontro.

lunedì 8 aprile 2013

"Il vetro rotto" di Umberto Saba

Parafrasi e commento di Mattia S.


Tutto si muove contro te. Il maltempo,
le luci che si spengono, la vecchia
casa scossa a una raffica e a te cara
per il male sofferto, le speranze
deluse, qualche bene in lei goduto.
Ti pare il sopravvivere un rifiuto
d'obbedienza alle cose.
                               E nello schianto
del vetro alla finestra è la condanna.
                                                          (da Il Canzoniere, Ultime cose)

giovedì 4 aprile 2013

La freccia del Parto.

di Mattia S.

Matteo Renzi non ci sta e rottamando Bersani scaglia la "freccia del Parto" contro il suo stesso partito aprendo al centro-destra.

I Parti erano una popolazione stanziata presso le sponde del Mar Caspio, rimasero nella storia per il filo da torcere che diedero a Roma, attorno al I secolo a.C. (dal 92 a.C. al 31 a.C.), lungo i confini orientali del dominio romano. Il mondo latino dovette far fronte ad un'agguerrita popolazione che, di fatto, limitava le pretese ecumeniche romane. I Parti, proclamandosi eredi dell'antico impero achemide, non solo ambivano a riconquistare i domini storici dei loro predecessori ma coltivavano pretese ecumeniche pari e opposte a quelle di Roma.
Il disegno universalistico romano dovette scontrarsi con la frustrante superiorità tattica della armate partiche che, inizialmente, sembrava assoluta; nonostante le debolezze interne di uno stato di tipo feudale, senza tradizioni civiche, che conosceva in continuazione periodi di incertezze e problemi di successione, l'esercito dei Parti si affidava in tutto e per tutto alla cavalleria pesante: forze montate  di lancieri corazzati che raccoglievano l'alta aristocrazia e micidiali arcieri.

mercoledì 3 aprile 2013

Virtuosismo

di Mattia S.

"I modelli sono una strada spianata; esempi da seguire e, magari, da imitare". Queste e altre considerazioni attraversano la mente di Samuele, in un tiepido e assonnato primo pomeriggio di inizio autunno. Samuele, con il suo violino, si sta esercitando sopra uno spartito di musica sacra di Brahms. Da qualche tempo ha perso l'abitudine di guardare la televisione. Tutti i programmi di svago gli sono improvvisamente venuti a noia. Al di là del muro sua madre sta lavando i piatti del pranzo. Nella sua stanza, insonorizzata alla bell'e meglio, con le scatole di cartone delle uova, prese con tanta fatica, nell'alimentare vicino casa, non fa fatica a entrare l'indistinto scroscio dell'acqua corrente, a causa dell'ovvia insonorizzazione a buon mercato.

martedì 2 aprile 2013

La Chiesa è reazionaria?

ricordando papa Wajtyla

di Mattia S.

La Chiesa si è evoluta di pari passo con le istituzioni e con la divulgazione dell'informazione. Ha adottato gli strumenti della società civile per rispondere ad esigenze sempre nuove e non di rado problematiche, avvicinandosi al mondo laico.

Otto anni fa, il 2 aprile 2005, si spense Papa Giovanni Paolo II, nato Karol Józef Wojtyła. Papa Giovanni Paolo II era salito al soglio pontificio il 22 ottobre 1978, data del suo insediamento succedendo così a Giovanni Paolo I, il cui periodo di pontificato (soli 33 giorni) è stato caratterizzato dalla brevità e del "sorriso", come lo ricordano la stampa e la società civile. Troppo presto ricevette l'appellativo di "Servo di Dio".

lunedì 1 aprile 2013

"Desolazione del povero poeta sentimentale" di Sergio Corazzini

parafrasi e commento di Mattia S.


I
Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lacrime da offrire al Silenzio.
Perché tu mi dici: poeta?

giovedì 28 marzo 2013

Affrontare la tempesta o divorarsi l'un l'altro?

di Mattia S.


"Saturno che divora i suoi figli", cronologicamente collocabile tra il 1819 e il 1823, è un dipinto (olio su intonaco, 146x83 cm) del pittore spagnolo Francisco Goya. L'opera è attualmente conservata a Madrid al Museo del Prado.

Il dipinto in questione fa parte di un "ciclo" di tredici opere conosciuto come serie delle "pitture nere", con cui Goya aveva deciso di decorare la sua casa a Madrid. Tutte queste "pitture nere" sono caratterizzate da toni scuri e temi macabri, incredibilmente esasperati dai volti deformati dei soggetti impressi nelle opere.
L'opera che ha come soggetto il dio romano Saturno (Crono per i greci), era quella che addobbava la sala da pranzo del pittore. Il dipinto rappresenta la parte del mito in cui il dio Saturno venuto a conoscenza,a seguito di una predizione, del fatto che uno dei suoi figli lo avrebbe spodestato incomincia a divorare la sua stessa prole, per ovviare a questa minaccia.
Questa tematica mitica era già stata affrontata in passato dal pittore Rubens, attorno al 1637, con una tela omonima.

mercoledì 27 marzo 2013

Ombre dicon vero

di Mattia S.

Il vecchio esce dal locale borbottando fra sé e sé il nome 'Flipper', portandosi dietro quell'asfissiante odore d'acqua di colonia da discount e la puzza di naftalina che spesso accompagna gli indumenti delle persone di una certa età.
"Che cialtrone" pensa il giornalista scuotendo la testa mentre riprende la lettura del suo quotidiano dove, in prima pagina, campeggia il suo ultimo articolo: "Questo piace alle persone: i fatti! Non le favole!"

martedì 26 marzo 2013

In piazza del Popolo, il popolo impazza

di Mattia S.

È sabato 23 marzo 2013. Sono le 14:59 e in piazza del Popolo, a Roma, non ci sono che qualche spazzino comunale e due o tre ragazzini a zonzo per il centro. Dall'alto del podio, appositamente montato per l'evento, B. osserva a denti stretti, con le mani serrate sui fianchi, lo spettacolo di desolazione ai suoi piedi.

-Qua ragazzi rischiamo una figura di merda- Esclama B1, la personalità più tracotante del Cavaliere, quella che dal '94, gestisce le campagne elettorali di quell'insieme di schegge di vetro che il mondo conosce come Gaffeur o come B.

lunedì 25 marzo 2013

venerdì 22 marzo 2013

La serata del Capo dello Stato

di Mattia S.

L'undicesimo Presidente della Repubblica volge le spalle alla scrivania ingombra di appunti. Con la mano ancora ferma, nonostante l'età e le parole delle stampe o dei blog che quasi quotidianamente lo bersagliano e lo ingiuriano, si toglie gli occhiali da vista e appoggia la fronte sul freddo vetro della finestra. Meditabondo riflette sui recenti avvenimenti e su quelle carte che, nonostante siano sulla scrivania, gli si sono stampate in testa. La mattina le locuste per colazione, a pranzo i ciechi, e la sera gli smacchiatori di giaguari, tanto per mandare di traverso anche la cena. E ora? I dubbi.

giovedì 21 marzo 2013

Barbare tradizioni

di Mattia S.

Molti massacri sono stati compiuti in nome di un credo, di una professione o per il valore ideologico di un conflitto.
Nessun atto sulla terra è stato perpetrato con così tanta crudeltà come quelli compiuti in nome di un "rito" o di una tradizione.

Molte religioni, molti "credi", hanno i propri "riti", le proprie modalità di espressione che, attraversano la storia, sono giunte ad una loro codificazione, ad una loro fissazione nel tempo (attraverso varie epoche) e nello spazio (nei luoghi di culto o di ritrovo che ricordano il passato).

mercoledì 20 marzo 2013

Non così diversi

di Mattia S.

Le porte si chiudono e l'autobus riparte per l'ultima corsa della giornata. La notte è ormai calata sulla città. "Si stanno accorciando le giornate" pensa l'autista, ripetendo la solita frase fatta che usano le persone quando si incontrano per le vie del quartiere.
Ripensa al litigio che ha avuto quella mattina con quel testardo di suo figlio. In fondo è per via dell'età. Sono gli anni delle ribellioni, dei forti ideali. L'età della libertà. Sorride, pensando a quando aveva anche lui 18 anni.
Timonando come il capitano di una nave, fa compiere ampi giri al volante del mezzo allargando le braccia e liberando, in questo modo, le due chiazze più scure sotto le ascelle, sulla camicia. Può tranquillamente mettere da parte il decoro della divisa, c'è solo lui sull'autobus.
Compiendo il suo mestiere, non smette di rimuginare. Anche lui ha avuto il suo da fare con ribellioni e rivolte. Classe 1957, aveva 18 anni precisi durante il '75, quando le manifestazioni non erano ancora rifluite. In alcuni cortei c'era stato pure lui a caricare la polizia. Anche adesso, se ci ripensa, gli viene da sorridere, anche se un pò si vergogna. "Eppure... mi sentivo vivo".

martedì 19 marzo 2013

"Amici di lunga data"

di Mattia S.



1955, in un luogo imprecisato dell'Oceano Atlantico la storia si dimentica di un evento che forse non è mai accaduto. Un giovanissimo funzionario del Partito Socialista Italiano si gode una crociera, ignaro del fatto che fra due anni sarà eletto nel comitato centrale del PSI e del giovane che sta per conoscere.