Un "Bang" rimbomba per i vicoli deserti, nel primo pomeriggio primaverile. Un ragazzino insegue saltellando il suo stesso eco nascondendosi, dopo ogni sparo, dietro i bidoni della nettezza urbana o dietro a una macchina parcheggiata.
-Arrenditi delinquente!- sibila a denti stretti, -sei circondato!- E saltando fuori all'improvviso dal suo nascondiglio, spara con l'indice della mano destra mentre, con la mano sinistra, si sposta i capelli umidi di sudore dalla fronte arrossata per il calore e per la frenesia del gioco.
La sparatoria prosegue nella sua rievocazione filmica, e mentre il pollice si abbassa sulla mano rievocando il grilletto di una rivoltella e le guance si gonfiano per riprodurre il suono di una raffica di pallottole, una parte della sua mente può abbandonare il gioco e lo stesso quartiere che sta ospitando lo scontro.




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