di Mattia Sangiuliano
Il lavoro del filologo consiste nello studiare antichi testi, solitamente copie di manoscritti nella maggior parte dei casi andati perduti o, molto più verosimilmente, distrutti; è un individuo che opera a stretto contatto con un materiale linguistico ed una materia storica; è un restauratore. Le tecniche filologiche vogliono riportare antichi testi al loro originario valore, depurandoli da errori che si sono depositato nel loro contenuto dopo secoli di copiature e di male interpretazioni che li hanno colpiti.
Il filologo deve vedersela con un complesso sistema di abitudini linguistiche e scrittorie per certi versi diverse da quelle contemporanee. Prassi invalsa, nei contesti di copiatura amanuense, quella di ricorrere ad apposite abbreviazioni rigidamente consolidate per evitare lunghe ripetizioni dunque il sacrificio di un preziosissimo materiale: la carta, prima pergamena di papiro, poi carta vera e propria diffusasi dall'oriente, luogo da cui venne importata succesivamente in tutta l'Europa in epoca medievale.
venerdì 27 settembre 2013
mercoledì 25 settembre 2013
1000 lire (e 100 pagine) possono bastare
di Mattia Sangiuliano
Crisi, carrelli vuoti e strategie per tirare la cinghia. Ma agli amanti della letteratura, sacrificare un libro, costa molti sacrifici. Molte famiglie rinunciano già alla qualità del cibo per una passeggiata in qualche store della apple ma, i libri in meno sullo scaffale, sono una decisione sofferta, un qualcosa di drammaticamente intimo e personale.
Ci pensa la newton e compton a non far sacrificare il piacere della lettura con la collana "LIVE", vera e propria manovra anticrisi che, nel giro di un semestre si è collocata a pieno titolo tra gli scaffali di tutte le librerie o vicino alle casse dei supermercati segnando la rivincita del genere letterario in mezzo al marasma delle riviste di sport, quotidiani e calendari di qualche ex velina.
0,99: la magica cifra che, seguita dal simbolo dell'euro, segna il prezzo di ognuno di questi libri ristampati ed esposti a pochi passi dalle edizioni delle grandi case editrici, in netta (e scorretta) concorrenza.
Dagli autori latini, da Seneca a Cicerone, da Pirandello a Nietzsche con l'Anticristo che fa gola ai lettori più temerari; seguono i grandi classici di Freud che ammiccano al Candido di Voltare, pochi centimetri a sinistra sotto la copertina del Grande Gatsby di Fitzsgerald; il tutto collocato sugli espositori cartonati interamente dedicati alla collana della casa editrice compton.
Crisi, carrelli vuoti e strategie per tirare la cinghia. Ma agli amanti della letteratura, sacrificare un libro, costa molti sacrifici. Molte famiglie rinunciano già alla qualità del cibo per una passeggiata in qualche store della apple ma, i libri in meno sullo scaffale, sono una decisione sofferta, un qualcosa di drammaticamente intimo e personale.
Ci pensa la newton e compton a non far sacrificare il piacere della lettura con la collana "LIVE", vera e propria manovra anticrisi che, nel giro di un semestre si è collocata a pieno titolo tra gli scaffali di tutte le librerie o vicino alle casse dei supermercati segnando la rivincita del genere letterario in mezzo al marasma delle riviste di sport, quotidiani e calendari di qualche ex velina.
0,99: la magica cifra che, seguita dal simbolo dell'euro, segna il prezzo di ognuno di questi libri ristampati ed esposti a pochi passi dalle edizioni delle grandi case editrici, in netta (e scorretta) concorrenza.
Dagli autori latini, da Seneca a Cicerone, da Pirandello a Nietzsche con l'Anticristo che fa gola ai lettori più temerari; seguono i grandi classici di Freud che ammiccano al Candido di Voltare, pochi centimetri a sinistra sotto la copertina del Grande Gatsby di Fitzsgerald; il tutto collocato sugli espositori cartonati interamente dedicati alla collana della casa editrice compton.
lunedì 23 settembre 2013
In 'medium' stat virtus
di Mattia Sangiuliano
"La virtù sta nel medium", apportando qualche modifica alla locuzione latina originale si può rappresentare quella che è la sintesi della politica e della propaganda odierna che viene veicolata da molti organi di informazione e di partito.
Con lo scoppio dell'utilizzo di massa dei social per finalità di varia natura comunicativa, non è più la misura della medietà ad essere la virtù ma l'eccesso di promesse e di presenta indipendenza del medium, del mezzo, che deve veicolare l'informazione e le opinioni.
All'interno del sistema lingua si possono distinguere delle varietà (diafasica, diamesica, diatopica, diastratica) che condizionano la forma e la lingua stessa del testo prodotto.
La varietà diamesica è condizionata dal tipo di mezzo utilizzato. Il supporto qualunque esso sia, rete compresa, per sua natura, condiziona il messaggio, è anzitutto un filtro che per certi versi limita la comunicazione di un determinato contenuto mentre, sul versante dell'effetto, amplifica la risonanza del messaggio, in primo luogo grazie all'ampia possibilità di condividere prodotti in un mondo liquido.
Come questo sarà, già l’abbiamo detto, ma in più sarà chiaro anche in questo modo: se considereremo di che specie è la natura della virtù.
Aristotele
Con lo scoppio dell'utilizzo di massa dei social per finalità di varia natura comunicativa, non è più la misura della medietà ad essere la virtù ma l'eccesso di promesse e di presenta indipendenza del medium, del mezzo, che deve veicolare l'informazione e le opinioni.
All'interno del sistema lingua si possono distinguere delle varietà (diafasica, diamesica, diatopica, diastratica) che condizionano la forma e la lingua stessa del testo prodotto.
La varietà diamesica è condizionata dal tipo di mezzo utilizzato. Il supporto qualunque esso sia, rete compresa, per sua natura, condiziona il messaggio, è anzitutto un filtro che per certi versi limita la comunicazione di un determinato contenuto mentre, sul versante dell'effetto, amplifica la risonanza del messaggio, in primo luogo grazie all'ampia possibilità di condividere prodotti in un mondo liquido.
sabato 21 settembre 2013
Noia e aeroporti
di Mattia Sangiuliano
Passione per la riproducibilità asfittica, uno spazio chiuso in cui far annegare la noia, uno schema che si riproduce puntata dopo puntata, edizione dopo edizione per ogni programma del palinsesto. Ecco la ricetta per un programma qualsiasi da servire al grande pubblico dei fan del digitale terrestre; il tutto, guarda caso, made in USA filtrato dalla rete D-MAX.
Emblematico l'esempio del programma simil-reality "Airport security": una sorta di pseudo show che riprende la routine di vari aeroporti con la preferenza di quelli australiani, e delle attività di quelle figure che lavorano al suo interno e che devono mantenere la sicurezza evitando l'introduzione di animali, merce di contrabbando, soldi non dichiarati e varie specie di alimenti che possono minacciare l'economia dell'isola.
Passione per la riproducibilità asfittica, uno spazio chiuso in cui far annegare la noia, uno schema che si riproduce puntata dopo puntata, edizione dopo edizione per ogni programma del palinsesto. Ecco la ricetta per un programma qualsiasi da servire al grande pubblico dei fan del digitale terrestre; il tutto, guarda caso, made in USA filtrato dalla rete D-MAX.
Emblematico l'esempio del programma simil-reality "Airport security": una sorta di pseudo show che riprende la routine di vari aeroporti con la preferenza di quelli australiani, e delle attività di quelle figure che lavorano al suo interno e che devono mantenere la sicurezza evitando l'introduzione di animali, merce di contrabbando, soldi non dichiarati e varie specie di alimenti che possono minacciare l'economia dell'isola.
martedì 17 settembre 2013
"Ululando in Germania" è operativo e on line
Da ieri, 16/09/2013, è divenuto operativo il blog "Ululando in Germania", uno spazio digitale interamente dedicato all'esperienza ERASMUS di Mattia Sangiuliano.
sabato 7 settembre 2013
A digiuno di coerenza
di Mattia Sangiuliano
Un falso lapalissiano? Una svista contrattuale? La tematica del "non sapevo", "non conoscevo", "non ero al corrente"?
La storia italiana è piena di tante piccole incoerenze, sempre giustificate da un'ignoranza che pende come un maglio sul capo di imputati che, pronti a giustificarsi, si fanno scudo dall'abusato "sono una vittima" o, peggio, "mica posso sapere tutto".
Certo non è il caso kazako, e in mezzo non c'è il sempre ignaro e candido Alfano, l'immacolato pupillo del governo Letta, il simbolo di quel matrimonio di riappacificazione che stringe timidamente la mano alla politica (e all'impresa) del primo ministro. Non fosse che il caso in questione intreccia (ancora una volta) la triade capitolina di politica, religione, informazione.
Un falso lapalissiano? Una svista contrattuale? La tematica del "non sapevo", "non conoscevo", "non ero al corrente"?
La storia italiana è piena di tante piccole incoerenze, sempre giustificate da un'ignoranza che pende come un maglio sul capo di imputati che, pronti a giustificarsi, si fanno scudo dall'abusato "sono una vittima" o, peggio, "mica posso sapere tutto".
Certo non è il caso kazako, e in mezzo non c'è il sempre ignaro e candido Alfano, l'immacolato pupillo del governo Letta, il simbolo di quel matrimonio di riappacificazione che stringe timidamente la mano alla politica (e all'impresa) del primo ministro. Non fosse che il caso in questione intreccia (ancora una volta) la triade capitolina di politica, religione, informazione.
venerdì 30 agosto 2013
Il merito dell'onore
di Mattia Sangiuliano
Quattro nomi e scoppia il caos. Re Giorgio, per carità, ne ha combinate di cotte e di crude, verrebbe da ridere se non facessero sbigottire certe sue prese di posizione ai limiti della costituizionalità.
EPPURE il presidente Napolitano, seguendo i dettami dell'articolo 59 della nostra Costituzione ha scelto quattro personalità che a suo insindacabile giudizio hanno rappresentato e rappresentano tuttora il meglio dell'Italia in campi quali cultura, letteratura, in ambito sociale come in quello intellettuale e soprattutto artistico; oltre il mero e pedantesco valore accademico, abusato per quanto insignificante metro di giudizio, poco più che placebo cartaceo.
Quattro nomi e scoppia il caos. Re Giorgio, per carità, ne ha combinate di cotte e di crude, verrebbe da ridere se non facessero sbigottire certe sue prese di posizione ai limiti della costituizionalità.
EPPURE il presidente Napolitano, seguendo i dettami dell'articolo 59 della nostra Costituzione ha scelto quattro personalità che a suo insindacabile giudizio hanno rappresentato e rappresentano tuttora il meglio dell'Italia in campi quali cultura, letteratura, in ambito sociale come in quello intellettuale e soprattutto artistico; oltre il mero e pedantesco valore accademico, abusato per quanto insignificante metro di giudizio, poco più che placebo cartaceo.
venerdì 16 agosto 2013
I luoghi del narratore. Tra finzione e ricerca.
di Mattia Sangiuliano
Il narratore non è l'autore. Le due
parole non vanno confuse o associate indiscriminatamente. Il
narratore fa parte della finzione narrativa, è una funzione del
testo, è una voce che può essere esterna, quando la vicenda viene
narrata in terza persona (narratore eterodiegetico), estranea ai
fatti; può essere interna ai fatti quando il narratore è uno dei
personaggi che prendono parte alla vicenda (narratore omodiegetico).
Quando il narratore (eterodiegetico) si mantiene del tutto estraneo
ai fatti può dirsi onniscente: conosce lo sviluppo della vicenda e
sa tutto dei suoi personaggi, inoltre il procedimento della
'focalizzazione interna' consente al narratore di assumere l'ottica
inevitabilmente parziale del personaggio e ci consente di viverne in
diretta le aspettative e le delusioni.
lunedì 29 luglio 2013
Tanti auguri 'Herr' Priebke. 100 candeline, per ogni morto delle Fosse Ardeatine
di Mattia Sangiuliano
'Non c'è nulla da festeggiare': frase fatta e d'occasione che solitamente viene pronunciata per segnare e incidere profondi solchi nelle vicende mediatiche tristemente note per la loro tragicità.
Oggi c'è ben poco da festeggiare e da stare allegri.
Che nessun nostalgico della croce uncinata si azzardi a cantare "Tanti auguri a te Erich Priebke", ne in italiano ne in tedesco; e se il buon senso e qualche sano dubbio assillasse anche i nostalgici del fascio littorio, anche questi dovranno esimersi dal rivangare quella storia stravolta e confusa che venerano, fatta di comunanza di ideali tra nazisti e fascisti, sovente uniti nell'endiadi del nazifascismo.
'Non c'è nulla da festeggiare': frase fatta e d'occasione che solitamente viene pronunciata per segnare e incidere profondi solchi nelle vicende mediatiche tristemente note per la loro tragicità.
Oggi c'è ben poco da festeggiare e da stare allegri.
Che nessun nostalgico della croce uncinata si azzardi a cantare "Tanti auguri a te Erich Priebke", ne in italiano ne in tedesco; e se il buon senso e qualche sano dubbio assillasse anche i nostalgici del fascio littorio, anche questi dovranno esimersi dal rivangare quella storia stravolta e confusa che venerano, fatta di comunanza di ideali tra nazisti e fascisti, sovente uniti nell'endiadi del nazifascismo.
sabato 27 luglio 2013
La democrazia rallenta la crescita
di Mattia Sangiuliano
La democrazia rallenta la crescita, è la sintesi del pensiero napolitaneo. L'uomo che è stato rieletto al colle dai partiti, ben conscio che la convivenza in casa PD-PDL (più la coppia di fatto Monti-Casini), eco di una fallimentare "Casa Vianello Show" tutt'altro che idilliaca, continua a redarguire gli stessi.
Napolitano torna dunque a zittire i partiti e, tacciato di incostituzionalismo, non manca di rispondere a tono persino all'ex presidente Emerito della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti con parole che, se dapprima rasentano la giustificazione, tentano il ridimensionamento delle critiche che poche voci politiche hanno avuto il coraggio di sollevare, mentre il popolo incomincia a dare segni di stanchezza e insofferenza. Napolitano però, senza dileguare i dissensi, contro criticando le parole di Bertinotti sgrida persino quella stampa e quelle personalità che si aggrappano a fatti più di cronaca che di sostanza politica, e sono responsabili di quella "polemica a effetto" che vorrebbe far congelare "un governo ancora fresco di nomina".
La democrazia rallenta la crescita, è la sintesi del pensiero napolitaneo. L'uomo che è stato rieletto al colle dai partiti, ben conscio che la convivenza in casa PD-PDL (più la coppia di fatto Monti-Casini), eco di una fallimentare "Casa Vianello Show" tutt'altro che idilliaca, continua a redarguire gli stessi.
Napolitano torna dunque a zittire i partiti e, tacciato di incostituzionalismo, non manca di rispondere a tono persino all'ex presidente Emerito della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti con parole che, se dapprima rasentano la giustificazione, tentano il ridimensionamento delle critiche che poche voci politiche hanno avuto il coraggio di sollevare, mentre il popolo incomincia a dare segni di stanchezza e insofferenza. Napolitano però, senza dileguare i dissensi, contro criticando le parole di Bertinotti sgrida persino quella stampa e quelle personalità che si aggrappano a fatti più di cronaca che di sostanza politica, e sono responsabili di quella "polemica a effetto" che vorrebbe far congelare "un governo ancora fresco di nomina".
mercoledì 17 luglio 2013
Chi è il più forte?
di Mattia Sangiuliano
Don Silvano segue in silenzio il suo
anziano superiore attraverso i corridoi bianchi dell'oratorio. Don
Roberto provvede ad accendere le luci al neon delle stanze e dei
corridoi che attraversa. Un sorriso distende il volte del giovane
parroco; davanti a lui immagina la solita espressione seriosa del suo
superiore. Il fatto che lo abbia convocato con così tanta fretta
dopo aver aperto i cancelli dell'oratorio non fa supporre nulla di
buono. Questo almeno rende la passeggiata molto meno gravosa: don
Silvano sa che lo attende una lavata di capo.
“Tanto per cambiare” pensa il il
giovane prete che, imperturbabile, continua a mantenere quel suo
sorriso tranquillo dietro la sua scura barba ascetica ma, con il
procedere di quella loro processione, il sorriso del giovane si fa
sempre più pesante e difficile da mantenere alle spalle di
quell'imperturbabile parroco che lo precede.
martedì 9 luglio 2013
Contro il moto
di Mattia Sangiuliano
I ragazzi entrano nello spiazzale
antistante l'ingresso dell'oratorio. Non si muove una foglia.
L'umidità penetra nei corpi attraverso i vestiti e colora le guance
di rosso. È tutto statico, fermo, immobile.
Un tappeto di foglie copre per intero
il campetto chiazzato qua e la da pozzanghere su cui galleggiano
delle foglie flosce e macerate dall'acqua stantia.
I muri in cemento armato che
abbracciano il campetto sono sormontati da un rete che avvolge
l'intero spiazzale dell'oratorio.
Un sole illumina le pozzanghere
riverberando la luce che vi si riflette dentro e che rispecchiano
quelle fronde mezzo denudate che, dal marciapiede in strada, si
sporgono nel campetto scavalcando il muretto, contorte verso quel
cielo insolitamente chiaro.
«Non dobbiamo studiare?»
«Fra poco, che fretta c'è?» domanda
Andrea.
«Come tutte le altre volte» evidenzia
Vittorio
«Se immobile» dice Martina.
«Oddio no! Un'altra filosofa!»
esclama Andrea prendendosi la testa fra le mani, tra i sorrisi di
tutti.
giovedì 27 giugno 2013
Che fine ha fatto la rivoluzione? Tra Brasile e Turchia, l'Italia galleggia
di Mattia Sangiuliano
La moneta viene lanciata, rotea in aria, riflettendo in mille lampi l'illuminazione dello stadio. Testa o croce non ha importanza nel caleidoscopio mulinante del caso. Ai tifosi delle due squadre da undici uomini cadauna che si affrontano per accedere alla finale della coppa, importa solo dell'azione e dello schema che li terrà inchiodati per 90 minuti (break, recupero e calci di rigore esclusi) alla diretta televisiva. Uomini che si riscaldano sotto gli occhi indemoniati di tifosi dalle facce colorate che inneggiano al capitano della propria squadra.
La moneta viene lanciata, rotea in aria, riflettendo in mille lampi l'illuminazione dello stadio. Testa o croce non ha importanza nel caleidoscopio mulinante del caso. Ai tifosi delle due squadre da undici uomini cadauna che si affrontano per accedere alla finale della coppa, importa solo dell'azione e dello schema che li terrà inchiodati per 90 minuti (break, recupero e calci di rigore esclusi) alla diretta televisiva. Uomini che si riscaldano sotto gli occhi indemoniati di tifosi dalle facce colorate che inneggiano al capitano della propria squadra.
Ruolo di un tutore
di Mattia Sangiuliano
Il professore si alza dalla
sua scrivania dopo aver riposto la penna rossa in un elegante
astuccio di pelle che contrasta con la plastica opaca della bic; si
lascia alle spalle la sua poltrona imbottita, in velluto rosso, con
le cuciture dorate a vista lungo tutto il bordo della suppellettile,
a contatto con il legno antico, marrone vivo e ben lucidato dei
braccioli, del bordo superiore sopra la testiera e delle zampe
intagliate, segno inconfondibile di elevato prestigio e di dignità
intellettuale del sacro magistero accademico che il professore
svolge.
Proprio il senso di questo
suo ruolo è il tema centrale delle riflessioni che si rincorrono
nella sua mente mentre, con un'ammaliante movenza, attraversa la
stanza spostandosi presso la parete alla destra della scrivania da
dove può sbirciare la strada, attraverso il vetro della finestra.
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