di Mattia Sangiuliano
Cosa resterà della
memoria della Resistenza quando anche l'ultimo partigiano morirà? Un
ricordo? Un vago e nostalgico rimembrare i tempi in cui si sfilava,
con i fazzoletti rossi al collo, nelle parate dei vari e numerosi 25
aprile dalla liberazione in poi, da quel lontano 1945?
Cosa accadrà poi? Anche
il ricordo e il valore della Resistenza verranno colpiti come fa quella
retorica che da più parti evidenzia come i cittadini si siano
disaffezionati, dunque allontanati, dalla politica tradizionale e dai
valori che rappresentava?
Molti atteggiamenti
diffusi, molte parole, molta retorica popolare e giornalistica
sottolinea come la disaffezione alla politica tradizionale sia
inscritta in quell'asse che, procedendo di repubblica in repubblica,
di scandalo in scandalo, di intreccio tra poteri forti, sino ai
giorni nostri ha fatto si che prendesse forma un grande disinteresse
verso molteplici vicende. Ci si allontana progressivamente dall'idea originaria di collettività che ha caratterizzato la vita democratica e
partecipativa che prese forma in Italia proprio dall'esperienza della
Resistenza.
